Senorbì.

Truffa sventata dal vicino di casa 

Ulisse Accalai, carabiniere in pensione: «Volevano portarle via soldi e monili» 

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Sconvolta e con le lacrime agli occhi, aveva già messo dentro un sacchetto 200 euro e le poche gioie d’oro, un paio di anelli e qualche collanina, che custodiva da una vita. Si era rassegnata a separarsene per aiutare il figlio, così le aveva detto l’uomo al telefono, e mentre un altro (che si è presentato come avvocato) era già al portone per ritirare i gioielli e i soldi, qualche santo in cielo deve averle aperto gli occhi. Col sacchettino in mano, la signora, una 81enne di Senorbì, ha chiesto al giovane di attendere un momento e, fatti due passi, ha bussato alla porta del vicino, un carabiniere in pensione che, subito intervenuto, ha salvato l’anziana dalla trappola del “finto incidente”.

La rete dell’inganno

Una truffa sventata grazie a un militare dell’Arma in congedo, eroe del giorno nel capoluogo della Trexenta. «Quando la vicina mi ha detto “Hanno arrestato mio figlio”, ho capito immediatamente che si trattava di una truffa», racconta Ulisse Accalai, 59 anni e una lunga carriera nel nucleo radiomobile in Lombardia, in Barbagia e infine a Sanluri. «Lei è venuta a chiamarmi mentre ancora uno dei truffatori era in linea al telefonino. Sicché io le ho sussurrato “continua a parlare, tienilo occupato” e intanto chiamavo in caserma, poi mi sono avvicinato all’uomo che l’aspettava, un giovane di non più di 25 anni, alto uno e ottanta e con lo zaino in spalla, l’ho preso per un braccio ma quello con uno strattone si è divincolato ed è scappato. L’ho rincorso, ma è sparito. Sono salito in macchina e l’ho cercato, niente da fare». Intanto sono arrivati i carabinieri della stazione che hanno avviato le indagini.

Al fisso e al cellulare

Il raggiro è cominciato ieri, poco dopo mezzogiorno, quando in casa dell’anziana squillava il telefono fisso. Dall’altro capo del filo, un uomo, dicendo d’essere un carabiniere, le ha comunicato che suo figlio era stato arrestato per aver causato un grave incidente stradale. Tuttavia, ha aggiunto, se lei paga subito 20mila euro potrà essere rilasciato senza conseguenze. «Questo fantomatico carabiniere le ha chiesto se per caso aveva un telefono cellulare, quindi ha chiamato anche a quest’altro numero per tenere occupata la linea, e intanto le carpiva informazioni sul figlio», spiega Ulisse Accalai. «Poco dopo è arrivato alla porta il sedicente avvocato, quello che avrebbe dovuto ritirare il bottino. Lei aveva già raccolto in una busta ciò che di prezioso aveva, e meno male che prima di consegnare tutto ha pensato di rivolgersi a me».

La trappola è stata sventata, ma ancora sono tanti gli anziani che cadono nella rete dei truffatori. Per questo, ancora una volta, il Comando provinciale dei carabinieri di Cagliari avvisa che «nessun appartenente alle forze dell’ordine o funzionario pubblico richiederà mai denaro o gioielli per pagare cauzioni, multe o spese legali relative ad arresti, incidenti stradali o qualsiasi altra cosa».

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