Oristano.

Torangius, parco sportivo: zero offerte 

Prorogato il bando per la concessione, le prime due gare andate deserte 

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Il bando ignorato non si cambia. Anzi, prima raddoppia e poi si “allunga”. La gara per affidare la gestione del parco sportivo di Torangius rappresenta l’ultimo esempio di come si possano spendere soldi (un milione e mezzo di euro) per riqualificare strutture che, visti i risultati, nessuno vuole avere. Anche la seconda chiamata è andata deserta ma la Giunta Sanna non dispera e dispone che si proroghino i tempi, sia mai che alla fine qualcuno l’offerta la fa.

Il flop

Nella determina di tre giorni fa, a firma della dirigente Milena Deligia, si ripercorre brevemente la storia e si annuncia una novità. Il 14 febbraio è terminato il primo tempo della procedura «per l'affidamento della gestione in concessione del Centro sportivo Torangius» con un esito scontato: «Entro il termine non è pervenuta alcuna offerta». Il 23 dello stesso mese inizia il secondo tempo: l’assessorato allo Sport ripubblica lo stesso bando con scadenza martedì 24. Ma il risultato non cambia per cui si decide di avviare il terzo tempo e «per consentire la partecipazione al maggior numero di operatori» si prorogano «i termini per la conclusione della procedura di gara»: domande entro il 30 aprile.

Il bando

Il bando è sempre lo stesso (nato da uno studio di fattibilità commissionato dal Comune e pagato 8.479 euro): «Concessione del Parco sportivo “Torangius”, comprese le aree verdi pertinenziali, per la durata di 10 anni: campo da calcio a 5; campo da basket; da padel scoperto e uno coperto; da beach volley / tennis; pista di pattinaggio; aree per eventi - si legge nel documento – per un valore stimato pari a 2.189.899 euro oltre Iva 22%». Al concessionario oltre i costi di manutenzione anche quelli per completare quel che manca (dai canestri di basket alle porte per il campo da calcetto e panchine per il pubblico).

L’allarme

A quello si aggiunge ciò che vandali e incuria hanno prodotto da quando i lavori sono terminati: campo coperto di padel usato per bivaccare, quello esterno impraticabile come i campi di beach volley, parte delle recinzioni distrutte.

Una condizione ben diversa rispetto a quella del 19 maggio 2025 quando la Giunta Sanna organizzò un open day con l’assessore Antonio Franceschi che spiegava: «Rivelare in anteprima alle società sportive i nuovi impianti rappresenta un’opportunità preziosa per mostrare le potenzialità di questa infrastruttura. Siamo fiduciosi di riuscire ad assegnarla presto e non c’è tempo da perdere, perché capita già che qualcuno si introduca senza autorizzazione». La rivelazione non è stata illuminante mentre la fiducia, si sa, è l’ultima a morire.

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