Festa fuori tempo

Sfilata in maschera dopo il lutto 

Orani riparte con il Carnevale annullato per l’omicidio Pireddu 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Una magica atmosfera ha accolto le maschere in piazza Cumbentu, sabato sera. Nel cuore di Orani, nel cuore della festa. «Siamo riusciti a ripartire alla grande, dopo la tragedia che ha scosso la comunità e il periodo di riflessione di cui il paese aveva bisogno», afferma Gonario Ladu, assessore comunale al Bilancio, mentre osserva i tantissimi visitatori assiepati dietro le transenne per “Su carrasecare de Orane”. «Un evento che tutti noi meritavamo», aggiunge Valentina Chironi.

L’evento

Gli occhi della vicesindaca brillano, l’emozione è tanta. «Vorrei ringraziare tutti, in testa il gruppo de “Su Bundhu” che ha reso possibile tutto questo», rimarca Chironi. Orani riparte da qui, da una serata che tutti attendevano, tra i vicoli e le candide case con quello zoccolo azzurro che sprizza arte e internazionalità. Visioni e approcci differenti che s’incontrano: impossibile restare indifferenti. Le date talvolta non fanno testo. Qualcuno avrà storto il naso, per quell’aria carnevalesca a pochi giorni dalla Pasqua. Il paese del celebre artista Costantino Nivola, però, voleva e doveva riprendere il suo cammino virtuoso, a tutti i costi, dopo la tragedia che ha sconvolto tutti, il 18 febbraio, con l’omicidio di Tonino Pireddu. Così, a oltre un mese di distanza, la sfilata di “Su Carrasecare” è stata un successo. Il senso di condivisione ha prevalso, ha rimesso le cose al posto giusto. «La maschera de “Su Bundhu” ci fa battere il cuore», confessa Valentina Chironi. «Il suo colore rosso, forse, ha questo significato. Anche in questa occasione “Sos Bundhos” sono stati unici: i veri registi della manifestazione. Noi, come amministrazione, li abbiamo solo aiutati e sostenuti, insieme a tutto il resto del paese».

Grande folla

Il paese ha accolto. Ha offerto il suo lato migliore, tra spensieratezza e ospitalità conclamata. Le principali maschere sarde si sono fatte apprezzare, con le loro danze, il tintinnio dei campanacci e la storia sconfinata: Mamuthones e Issohadores, Boes e Merdules, Sos Corriolos, S’Urtzu e Sos Bardianos, Mamutzones, Urthos e Buttudos, Tumbarinos, Su Maimulu. Nutrita rappresentanza isolana ma non solo. Le maschere giunte da Civitavecchia (“Sogni in maschera”, ndr ), infatti, hanno incantato i presenti. Menzione speciale, però, per i padroni di casa, reduci dal successo veneziano. «Le maschere di Orani sono state applauditissime, a febbraio, tra le 20 mila persone che erano presenti in piazza San Marco a Venezia, per il “Carnevale delle tradizioni” organizzato dall’Unpli», dice Raffaele Sestu, presidente regionale dell’Unione Pro Loco italiane. «Ecco perché volevo esserce anche qui, a Orani. Il messaggio che si leva è chiaro: una folla enorme è arrivata, non solo da tutta la Sardegna, per rendere omaggio a uno dei patrimoni culturali immateriali più importanti della nostra Isola. La gioia della gente ripaga di tutte le fatiche. Il carnevale si conferma straordinario attrattore turistico».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi