Sono appena ricominciate le scuole e, neanche il tempo di abituarsi alla nuova routine, per alcuni studenti è già tempo di restare a casa. Aule e corridoi sono rimasti vuoti, questa volta non per il calendario scolastico ma per la presenza dei ratti che, nella pausa estiva, hanno trasformato quegli spazi nella loro casa. Sono cinque gli istituti di Cagliari chiusi dal primo settembre ad oggi, anche solo in parte (giardini, uffici, seminterrati) per consentire gli interventi di derattizzazione, mentre le segnalazioni si moltiplicano in tutta l’area metropolitana.
Il fenomeno
Un fenomeno che torna con la riapertura delle scuole e che, secondo i dati del Servizio antinsetti della Città Metropolitana, resta in linea con i numeri dello scorso anno. «Nessun allarmismo – dice Luca Locci, responsabile del Servizio –. Tutte le squadre stanno lavorando per risolvere il problema. Probabilmente, però, sopralluoghi e segnalazioni sarebbero dovuti arrivare prima, così da distribuire gli interventi durante l’estate ed evitare questa urgenza». A favorire la presenza dei roditori, oltre ai rifiuti, sono le temperature elevate di quest’estate e, in una città dove i cantieri non mancano, alla fuga dei roditori verso gli istituti contribuiscono anche i lavori che scavano e movimentano il suolo. «Le scuole, rimaste chiuse per mesi, possono diventare un ambiente favorevole: basta qualche residuo alimentare o un punto riparato».
I casi
A Cagliari, da inizio mese, vanno avanti le operazioni di derattizzazione nella scuola dell’infanzia Brianza di via Meilogu, la primaria di via Toti, la scuola dell’infanzia Monte Mixi di via Rolando e l’istituto Satta-Spano-De Amicis di via Falzarego e quello superiore “De Sanctis – Deledda” in via Cornalias. Considerando tutti gli interventi contro i roditori effettuati in città – non solo nelle scuole, ma anche in parchi, biblioteche, vie e piazze – da gennaio a oggi si arriva a quota 118. Diversi i casi anche nell’area metropolitana, dal Martini di Terramaini a Monserrato alle scuole di Su Planu, fino alle medie di via Custoza a Selargius e ad alcuni istituti di Quartu.
La procedura
«Quando arriva una segnalazione, nelle scuole scatta una procedura d’urgenza che può richiedere la chiusura dell’istituto per almeno cinque giorni», spiega Locci. Si parte con il sopralluogo, alla ricerca di avvistamenti, escrementi, tracce e possibili punti di accesso. Il primo giorno vengono posizionate le trappole nei punti più esposti. Dopo tre giorni viene effettuato un primo controllo: se persistono tracce o catture, il monitoraggio prosegue con trappole a scatto, strisce adesive e rat box con attrattivo fino al quinto giorno, con il secondo controllo. Al termine si procede alla sanificazione e si valuta la riapertura degli spazi. «È importante che non vengano rimossi o puliti gli escrementi prima del nostro arrivo – un errore comune avverte Locci –: sono elementi che permettono di capire se c’è effettivamente la presenza dei ratti e dove si stanno muovendo».
Il Comune
«Il problema non va assolutamente sottovalutato», sottolinea l’assessora alla Pubblica istruzione Giulia Andreozzi. Per il futuro il Comune punta ad anticipare i tempi: «L’anno prossimo lavoreremo con sopralluoghi anticipati, in modo da fare gli interventi prima dell’inizio della scuola». L’obiettivo è coordinarsi con il Servizio antinsetti e con i dirigenti scolastici per arrivare alla riapertura con controlli già effettuati.La macchina degli interventi intanto continua. Non solo ratti, il Servizio antinsetti è impegnato anche contro blatte e vespe e prosegue il monitoraggio delle zanzare legate alla West Nile, con nuove trappole posizionate in dieci postazioni.
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