Ora è ufficiale: Tiscali Italia ha avviato la procedura di licenziamento per 180 dipendenti, su un totale di 729. Nella sede principale di Cagliari sarebbero 81 i lavoratori destinati a perdere il posto; gli altri licenziamenti riguarderebbero in maniera massiccia la sede di Taranto (73 uscite), che verrebbe chiusa, e in misura minore quelle di Roma (13 uscite), Bari (12) e Milano (1). L’avvio dell’iter previsto dalla legge 223 per la riduzione del personale è stato comunicato ufficialmente ieri ai sindacati e alle Regioni interessate dal provvedimento.
Non si tratta certo di una svolta inattesa: da tempo era chiaro che la ristrutturazione della forza lavoro sarebbe stata una componente importante del piano di cessione del ramo d’azienda B2C (quello relativo alla vendita di servizi direttamente ai consumatori). La società controllante Tessellis spa ha accettato l’offerta del gruppo Canarbino, attivo soprattutto nel campo dell’energia elettrica e del gas, per i marchi Tiscali e Linkem, che dovrebbero essere ceduti in un primo tempo con la formula dell’affitto del ramo d’azienda, finalizzata a una successiva acquisizione definitiva.
Gli esuberi
Contestualmente a questi passaggi, Tiscali Italia intende liberarsi dei lavoratori che ritiene in esubero. La gran parte dei 180 indicati nell’avvio della procedura sarebbero impiegati: per la precisione, 155 lavoratori (di cui 62 a Cagliari, 73 a Taranto, 10 a Roma, 10 a Bari). Alla cifra complessiva si arriverebbe rinunciando a 13 quadri (8 a Cagliari, 2 a Roma, 2 a Bari e uno a Milano) e a tutti i 12 giornalisti attualmente impiegati dalla testata online Tiscali Notizie, che parrebbe destinata a scomparire. Ora, prima di arrivare ai licenziamenti, dovranno essere compiuti tutti i passi previsti dalla legge 223. Da sottolineare che i lavoratori sono da quasi un anno in contratto di solidarietà.
Nei giorni scorsi aveva espresso preoccupazione per la sorte dell’azienda di Sa Illetta il segretario provinciale del Pd Efisio De Muru: «È uno scenario che ci allarma, per le gravi ricadute occupazionali e quindi economiche sull’intera provincia». Una nota congiunta dell’Associazione della stampa sarda e del comitato di redazione di Tiscali Notizie aveva invece lamentato la disparità di trattamento dei 12 giornalisti, ai quali «non si vuole riconoscere la stessa dignità dei dipendenti con contratto Tlc, ai quali è stata offerta la possibilità di accedere a incentivi all'esodo».
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