Girasole.

Terre civiche? «Ai residenti» 

Il Comune mette mano alla grana dei lotti assegnati nel 1953 

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Settantotto ettari suddivisi in 392 lotti. Ciascuno dei quali si estende, più o meno, per 2mila metri quadri. Nel 1953 il Comune di Girasole aveva assegnato i lotti ai residenti. Oggi, a distanza di settant’anni, la geografia degli usi civici è rimasta la stessa ma ciò che è cambiato è il panorama dei possessori: 57 lotti sono in mano a persone non residenti. Ed è qui che comincia il pasticcio, a cui l’amministrazione comunale vuole porre rimedio attraverso un riordino articolato in più fasi. La prima scatterà lunedì, quando l’ente aprirà i termini per consentire a possessori e utilizzatori dei lotti di presentare apposita dichiarazione sulle concessioni. La fase 2, dopo il 30 aprile, prevede la riassegnazione dei lotti con assoluta precedenza ai residenti.

Il sindaco

Il conto alla rovescia comincia la prossima settimana. La procedura non è fine a se stessa, anche perché chi, durante la prima fase non presenterà dichiarazioni, perderà, di riflesso, il possesso del lotto. Tanti dei possessori dei 57 lotti di cui non hanno godimento i cittadini di Girasole sono residenti tra Tortolì e Lotzorai. Sono figli o nipoti di persone originarie di Girasole, ma sconosciute all’anagrafe del paese, dove in qualche caso non hanno mai risieduto. Ora la musica è destinata a cambiare. «Siamo orgogliosi come amministrazione di aver intrapreso con grande coraggio questa strada di riordino degli usi civici», è il commento del sindaco, Lodovico Piras. Che entra nel merito della questione che coinvolge centinaia di persone: «La procedura è mirata a riordinare e adeguare al regolamento comunale l’utilizzo delle terre civiche. Ci assumiamo tutta la responsabilità del caso, consapevoli del fatto che affronteremo situazioni incancrenite da ormai quarant’anni. Il faro che ci guiderà in questa strada tortuosa sarà il rispetto della legge e dunque la tutela dei residenti di Girasole».

Mappatura lineare

Sindaco dal 2012 al 2022, Gianluca Congiu è il vice di Piras. «La nostra è stata una scelta coraggiosa. Tante amministrazioni, prima di noi, hanno provato a fare ordine. Nel 2015, approvammo il regolamento per l’uso e la gestione delle terre civiche. Adesso abbiamo una corretta mappatura e dobbiamo sapere chi le utilizza e, al tempo stesso, quali sono disponibili per nuove assegnazioni».

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