Poetto.

Tentato omicidio, i giudici dell’appello: «Nuova perizia» 

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Riaperta in Corte d’appello l’istruttoria dibattimentale nel processo per il pestaggio avvenuto al Poetto il 18 giugno 2023, quando un giovane venne picchiato fuori da un locale. Per quel fatto, in primo grado, il Tribunale ha condannato per tentato omicidio a 11 anni di reclusione il quartese Francesco Carta e a 9 anni il concittadino Nicola Loddo, rispettivamente di 34 e 25 anni. Sono accusati di aver cercato di uccidere un ventiduenne, infierendo con una cinghia dopo averlo picchiato, anche quando il ragazzo era a terra privo di sensi. La vittima – costituita parte civile con l’avvocato Maurizio Scarparo – finì in rianimazione al Brotzu, intubata e in stato di coma indotto. Ma ora, però, in Corte d’appello, il processo si è riaperto quando i giudici hanno ordinato una nuova perizia medico legale.

I due imputati, difesi dagli avvocati Mauro Massa e Sandro Sassu, hanno appellato la condanna, davanti alla Corte presieduta dalla giudice Claudia Belelli (affiancata dai consiglieri Francesco Alterio e Andrea Mereu). Accogliendo la richiesta delle difese di una riapertura dell’istruttoria, i giudici hanno conferito l’incarico ad un perito che dovrà esaminare la documentazione sanitaria così da consentire una migliore valutazione della la causa, dei mezzi e della natura delle lesioni riportate dalla vittima. Ai nuovi periti (il medico legale Filippo Monni e il neurochirurgo Domenico D’Avella) dovranno anche chiarire definitivamente se vi sia stato un effettivo pericolo per la vita del giovane, tale da giustificare l’accusa di tentato omicidio.

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