Il report.

«Tari, Cagliari tra le città più care» 

Tassa sui rifiuti, servono 412 euro all’anno. La Uil: in Italia aumenti e disservizi 

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Un tributo iniquo, con fluttuazioni fino al raddoppio sul territorio nazionale e continui aumenti anche in Sardegna. E non andrà meglio in futuro. È l'analisi impietosa della Uil sulla Tari, la tassa sui rifiuti in capo ai Comuni che drena, in media, 350 euro a famiglia l'anno e che nel capoluogo isolano registra tra le stangate più pesanti in Italia.

La classifica

Nelle Città Metropolitane, ad esempio, la tassa sui rifiuti pesa per 518 euro all'anno a nucleo a Genova; a Napoli per 499 euro; a Reggio Calabria per 494 euro; a Catania per 483 euro; a Bari per 435 euro.

A Cagliari, si toccano invece i 412 euro. «Nel 2025 - si legge in una nota del sindacato - a fronte di una media nazionale di 350 euro, il costo maggiore si registra a Pisa con 650 euro medi l'anno a nucleo; a Brindisi si versano 529 euro; a Pistoia a 524 euro; Trapani a 521 euro; a Genova 518 euro; a Barletta 517 euro; a Taranto 509 euro; a Agrigento 500 euro; a Napoli 499 euro e a Reggio Calabria 494 euro. Si paga decisamente meno a La Spezia 180 euro l'anno a nucleo; a Novara e Belluno 204 euro; a Fermo 205 euro; a Brescia 208 euro; a Cremona e Trento 217 euro; ad Ascoli Piceno 218 euro; a Vercelli 220 euro e a Pordenone 222 euro».

Criticità

Ma il problema è il risultato del servizio: «la gestione dei rifiuti in Italia, - dice la Uil - continua a rappresentare una delle più evidenti contraddizioni dei servizi pubblici locali. Da anni, infatti, in molti Comuni, si registrano evidenti iniquità territoriali e un costante aumento». Il segretario Biondo spiega: «Una tassa concepita per coprire i costi di raccolta e smaltimento si è trasformata in un prelievo, sempre più gravoso, scollegato dal principio di equità fiscale e dai livelli reali di servizio offerti. In particolare - ha continuato Biondo - le forti differenze tariffarie tra territori sono il risultato di scelte politiche sbagliate e di un sistema di gestione dei rifiuti frammentato e diseguale. Ad esempio, in molte aree, come il Mezzogiorno ma non solo, la cronica carenza di impianti di trattamento e riciclo costringe i Comuni a trasferire i rifiuti fuori territorio, generando extracosti nelle bollette di famiglie e imprese».

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