Le opere di urbanizzazione primaria, strade, rete idrica, fognaria ed elettrica sono state tutte trasferite al Comune di Arbus. Pertanto i proprietari delle villette estive nel villaggio turistico di Torre dei Corsari devono solo contribuire in minima parte ad alcuni costi di gestione, obbligatorie solamente quelle relative ad un tratto di condotta fognaria gestita dall’Associazione condominio Torre dei Corsari. È l’estrema sintesi della sentenza del Tribunale civile di Cagliari che ha condannato undici proprietari di case al mare della Costa Verde al risarcimento economico di complessivi 700 euro, un decimo rispetto ai 7mila pretesi dal condominio con una causa civile di 10 anni fa.
Il contendere
Era il 2015 quando i proprietari degli immobili del villaggio contestarono all’associazione il decreto ingiuntivo di poco più di 600 euro l'anno a testa per le spese relative alla manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, illuminazione e impianto fognario. Il tentativo di una soluzione bonaria non andò a buon fine. E così, gli undici “ribelli”, Isabella Ariu, Manrico Romagnoli, Vanda Mallica, Sabrina Marongiu, Giuseppe Locci, Giampaolo Serpi, Franco Casorati, Rita Anedda, Pietro Pusceddu, Anna Pilloni, Antonio Podda, si ritrovarono in Tribunale, difesi dall’avvocato Giuseppe Pisanu. L’associazione volontaria, nata sulle ceneri di un vecchio condominio, contestava a ciascuno le somme non versate, più interessi, rivalutazioni e risarcimento del danno, relativi agli anni 2014-2016 per i servizi resi a favore degli immobili del comparto A della località marittima. Di contro gli interessati mettevano in discussione la pretesa di impossessarsi di beni pubblici, dal 1980 di proprietà del Comune, come strade, illuminazione, servizio idrico e quant’altro, visto che loro pagavano già le imposte comunali, a partire dalla stessa Imu in quanto seconde case.
La sentenza
In base alle verifiche del Consulente tecnico d’ufficio, il Tribunale ha emesso il verdetto di condanna della somma di 0 euro per il 2014-2015 e di 36,94 per il 2015-2016, per il tratto di condotta fognaria in mano all’associazione e per una serie di attività che, seppure gestite dal Comune, venivano svolte dall’Associazione a beneficio dell’intera collettività. Si tratta della disinfestazione del villaggio, delle spese per l’acquisto del materiale di consumo per la pulizia generale, dell’affitto dei locali della guardia medica, dell’utenza elettrica delle fogne. Respinta, invece, la domanda di risarcimento proposta dall’Associazione, perché non provata nell’anno di riferimento e perché il calcolo della cifra non era esatto. In sostanza la quota addebitata a ciascuno veniva assegnata con operazioni non chiarite e in base unicamente ai millesimi relativi ai metri quadrati delle singole abitazioni. Infine, avendo entrambi le parti ottenuto un accoglimento solo parziale delle proprie richieste, il giudice ha disposto che le spese del giudizio siano integralmente compensate.
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