L’incontro.

Strade, droga e servizi: Is Mirrionis chiede risposte 

Dal mercato di via Quirra ai parchi, il parroco: «Qui c’è un grande potenziale» 

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Strade disastrate, cantieri abbandonati, la scala mobile del mercato di via Quirra ferma da anni, marciapiedi e strade lasciate all’incuria. E poi la droga, i vuoti urbani, le 30-40 strutture abbandonate. A Is Mirrionis i problemi non mancano, e i residenti li hanno messi in fila davanti all’assessora ai Servizi sociali Anna Puddu e al consigliere comunale Roberto Mura.

I numeri

Is Mirrionis è il quartiere più popoloso di Cagliari, con circa 11mila residenti. Ma è anche uno dei più fragili a livello demografico: un tasso di natalità di 2,60 nati ogni mille abitanti, contro una media cittadina di 3,42. Lo scorso anno le nascite sono state appena 31 a fronte di 192 decessi. Per discuterne si è tenuta un’assemblea pubblica organizzata da Don Davide Meloni, parroco del quartiere, che ha aperto l’incontro con una domanda: «Dove stiamo andando?». Un invito a immaginare cosa si vuole costruire nei prossimi anni.Perché, accanto alle difficoltà, «c’è un potenziale che c’è in pochi altri quartieri di Cagliari», fatto di associazioni, parchi, parrocchie e persone che continuano a darsi da fare. «Se il quartiere diventa sempre più un posto attrattivo, bello e curato, una periferia che ha avuto un passato problematico può diventare ambita». Altrimenti, «può vincere un’altra logica, che è quella del disinteresse e del degrado».

Il Comune

Sul fronte dell’amministrazione, Puddu ha rivendicato il «dialogo costante con i cittadini» e gli interventi costruiti a partire dalle esigenze del territorio. Tra questi l’apertura della Casa del quartiere di via Nebida, con la presenza fissa dei servizi sociali. «Il principio è che il benessere dei cittadini e l’amministrazione devono andare verso i bisogni del territorio». L’obiettivo è anche riutilizzare spazi inutilizzati, compresi alcuni locali che erano stati occupati abusivamente.Ma le richieste dei residenti restano. «Le condizioni delle strade sono disastrose», con via Cornalias e via Quintino Sella tra i casi segnalati. Ci sono i cantieri lasciati aperti per mesi, i marciapiedi sui quali «la gente inciampa», i rifiuti e le deiezioni canine. Nel mirino anche la scala mobile del mercato di via Quirra, ferma da circa tre anni. «Quel parcheggio potrebbe essere un fiore all’occhiello della città», hanno detto i residenti.

Il futuro

«Vivo in questo quartiere», ha ricordato Mura, «e spesso se ne parla in maniera solo negativa». Secondo il consigliere, negli anni sono state concentrate risorse per quasi 80 milioni di euro, ma «non hanno migliorato la qualità della vita» nella misura attesa. «Bisogna investire sul verde, sui parchi, sul decoro urbano, sulla pulizia delle strade e sulla vivibilità». Il quartiere ha due grandi polmoni verdi, Monte Claro e il parco di San Michele, che oggi «non dialogano». Tra le proposte c’è una connessione attraverso via Monsignor Piovella, già prevista dal Puc. «La nostra vera attività economica sono i parchi», ha sottolineato Giorgio Marongiu, 76 anni.Ma il rilancio passa anche dai servizi, soprattutto davanti alle fragilità. Tra i problemi c’è quello della droga, con la presenza dell’eroina e alcune zone particolarmente interessate dal fenomeno. Puddu ha annunciato l’intenzione di lavorare all’apertura nel quartiere di un ambulatorio con il servizio per le dipendenze.Is Mirrionis è davanti a un bivio: da una parte il rischio di perdere ancora residenti, soprattutto giovani e famiglie, dall’altra la possibilità di trasformare spazi, associazioni, parchi e servizi in una nuova attrattiva. «Ci sono segnali positivi», ha ricordato il parroco. E il quartiere continua a interrogarsi sul proprio futuro.

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