Comune.

Stadio, spuntano due nuovi ostacoli 

L’assessore: «Canoni troppo bassi e diritto di superficie non concedibile» 

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Che la strada fosse in salita si sapeva e ora, infatti, spuntano altri due ostacoli nel percorso che dovrebbe portare alla realizzazione della nuova casa del Cagliari Calcio. Gli scogli riguardano il diritto di superficie per 50 anni richiesto dalla società di Giulini (il Comune è disposto ad autorizzare solo la concessione d’uso) e il canone annuo di 50.000 euro (ritenuto troppo basso dalla Giunta guidata da Massimo Zedda).

L’interrogazione

L’argomento stadio è tornato prepotentemente alla ribalta ieri sera nell’aula consiliare di Palazzo Bacaredda. L’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta ha risposto di sponda al consigliere di minoranza Giuseppe Farris, replicando all’interrogazione firmata da Michele Boero che chiedeva di «poter conoscere nel dettaglio i profili di criticità ravvisati nel Piano economico finanziario (da 218 milioni di euro) depositato dal Cagliari Calcio e quali i correttivi a detto piano che l’Amministrazione ritiene di apportare».

La discussione

Macciotta sfodera tutte le sue abilità oratorie di avvocato nell’esporre un argomento che divide la città. Misura le parole, ma è esplicito. «Il tema del nuovo stadio rappresenta un argomento centrale perché risponde a plurime esigenze e a una platea di soggetti interessati molteplice. L’interrogazione espone le criticità che l’amministrazione ha rilevato relativamente al Piano economico finanziario depositato dal Cagliari Calcio e richiede alcune premesse. La prima è procedurale: l’amministrazione ha ricevuto il Pef a metà dicembre e dal quel momento la Giunta e il responsabile del procedimento, sono gli unici soggetti competenti a svolgere l’istruttoria preliminare, propedeutica alla futura dichiarazione eventuale di pubblico interesse dell’opera».

La replica

«Il Consiglio comunale non è un passacarte», rilanciava Farris sui social. Macciotta risponde deciso. «Le norme delineano con chiarezza quali sono gli argomenti di competenza della Giunta e degli uffici e quali quelli del Consigli comunale. Il Consiglio non ha in questa fase nessuna legittimazione. Sarebbe anomalo che un Pef non ancora vagliato, esaminato e controllato nella sua rispondenza all’interesse pubblico venisse portato all’attenzione del Consiglio comunale. Ci saranno i passaggi successivi perché questa istruttoria porterà l’eventuale coinvolgimento del Ministero dell’economia, l’eventuale coinvolgimento dell’Anac se dovessimo ravvisare la necessità di un approfondimento. A conclusione di queste interlocuzioni il Pef passerà all’esame della società di validazione e del ministero per poi arrivare all’eventuale dichiarazione di pubblico interesse».

I due no

Riprendendo l’interrogazione di Boero, l’assessore allo Sport evidenzia le due criticità. «La prima riguarda il canone di 50.000 euro proposto dal Cagliari, che a nostro giudizio è inadeguato rispetto al valore complessivo dell’operazione e non risponde ai criteri di economicità. Ma – rimarca Macciotta – c’è un problema ancora più serio rispetto a una scelta che non possiamo condividere: la concessione del diritto di superficie. Il Cagliari dice che l’operazione si realizzerà attraverso la concessione di un diritto di superficie per 50 anni. Questo diritto di superficie non saremo mai in condizione di concederlo e tra l’altro il nulla osta dovrebbe passare per il Consiglio comunale. Riteniamo che la proprietà non può che rimanere della città per tutto il periodo della concessione. Il diritto di superficie ci spoglia della proprietà per 50 anni che riacquisiremo alla fine del rapporto ma ci espone al rischio che un’eventuale inadempimento della società proponente possa determinare un’azione del creditore verso lo stadio che in quel momento è nella disponibilità del Cagliari calcio e assoggettabile all’esecuzione forzata. Abbiamo espresso il nostro irremovibile dissenso». Macciotta lascia uno spiraglio al Cagliari. «Queste modifiche sono prioritarie perché l’operazione, a cui tutti noi teniamo, possa andare avanti». (a. a).

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