Is Mirrionis.

«Siamo senz’acqua da due mesi» 

La denuncia dei residenti: così non si può più andare avanti 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Le casse d’acqua da trascinare su per le scale, le docce improvvisate con le bottiglie, i panni da portare in lavanderia. E poi la rabbia, la stanchezza, la sensazione di essere stati dimenticati. Per gli abitanti di due palazzine tra via Piovella e via Parraguez, a Is Mirrionis, anche i gesti più semplici sono diventati una sfida quotidiana. Diciotto appartamenti alle prese con un’emergenza che si trascina da mesi,e mentre nelle case l’acqua continua a mancare, nel cortile la perdita non si ferma.

Le voci

«Siamo disperati, non ce la facciamo più. Andare avanti in queste condizioni è impensabile». A raccontarlo è Giuseppe Zorcolo, che abita al terzo piano del civico 55 di via Piovella. Una situazione che si ripete, come in un incubo già vissuto. A febbraio, una tubatura danneggiata in via Parraguez aveva lasciato le abitazioni a secco per giorni, e la riparazione si era fatta attendere a causa di una divisione sulla competenza della condotta tra Abbanoa e Area. Oggi il problema si ripresenta, con disagi ancora più pesanti e una pazienza ormai esaurita. «Le abbiamo provate tutte – continua Zorcolo –: pec, mail, segnalazioni. L’amministratore del condominio ha persino contattato un avvocato». Ma le risposte non arrivano e, intanto, la vita quotidiana resta in ostaggio dell’emergenza. «La maggior parte dei residenti è anziana e deve portare le casse d’acqua su per le scale. Non è semplice».

La disperazione

Al quarto e ultimo piano la situazione è ancora più difficile. Alberto Depau vive con la moglie e i due figli. Dal 26 agosto, racconta, dal rubinetto esce appena un filo d’acqua, sufficiente a malapena per bere. Per lavarsi bisogna arrangiarsi con le bottiglie, trasformando anche una doccia in un problema da risolvere ogni giorno. «Da mesi ci laviamo con le bottiglie. Per fare la doccia dobbiamo aiutarci a vicenda. La situazione è gravissima», denuncia. La scorsa settimana, dopo aver inviato l’ennesima pec al Comune, ha deciso di rivolgersi alla polizia municipale. «Passano i giorni, interminabili, ma non si vede nessuno che possa risolvere il problema». La disperazione, ormai, lascia spazio anche a gesti estremi. «Ho pensato persino di incatenarmi al cancello della municipale. Non sappiamo più cosa fare – conclude Depau –. Eppure l’acqua la paghiamo regolarmente». Sulla vicenda intanto interviene l’assessora alla salute e benessere delle cittadine e dei cittadini, Anna Puddu, annunciando di aver sollecitato un pronto intervento da parte degli operai. La risoluzione del problema è quindi attesa per oggi.

RIPRODUZIONE RISERVATA  

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi