Le iniziative.

“Dolcetto o scherzetto”, la notte dei bambini 

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Arriva Halloween con il tormentone “dolcetto o scherzetto”. Festa d’importazione che piace ai bambini che indossano maschere che richiamano figure dell'orrore o del soprannaturale come streghe, vampiri, fantasmi, mostri. Si intagliano zucche con facce spaventose. All’interno si inserisce una candela e il gioco è fatto. In programma, come sempre, feste a tema, eventi nei locali o serate in casa davanti al tv a guardare classici del brivido. La notte di Halloween accende la città con energie giovani, trasformando le strade in un vivace viavai di piccoli mostri, streghe e fantasmi alla conquista di dolciumi. È un momento speciale in cui le comunità si uniscono, tra luci soffuse e zucche illuminate, regalando ai più piccoli un'avventura en plein air.

Appuntamenti

A Cagliari, al Planetario de L’Unione Sarda, viene proposto un viaggio fantastico fra stelle e fantasmi. Oggi e domani dalle 17. A partire dalla mezzanotte a Ossi va in scena l’Enjoy Parade 2026 – Halloween Edition: sul palco del Blu Star Multisound due autentiche leggende della musica elettronica internazionale: Tommyknocker, nome d'arte di Tommaso Marra, e Jimmy The Sound, al secolo Marco Comis.

Halloween è ormai un business. Secondo l’indagine Ipsos per Confesercenti, quest’anno 6 italiani su 10 (61%) festeggiano la notte del ‘dolcetto o scherzetto’, il 70% tra gli under 34, mentre tra gli over 35 circa il 58%. Ancora più elevata invece la percentuale delle famiglie con bimbi (73%). Il tutto per un giro d’affari di oltre 300 milioni di euro con il 10% speso soltanto in zucche e 50 milioni in dolcetti o caramelle. L’Osservatorio della Confcommercio indica picchi che superano i 550 milioni di euro. Si attesta a circa 66–70 euro la spesa per nucleo familiare.

I dolci

Da oggi sino a lunedì anche i dolci accompagnano il ricordo dei morti. Nessun prodotto d’importazione. Ma il segno è quello di una tradizione purissima. «Pabassinas, Ossu de mortu, Pan’e saba – spiega l’antropologa culturale Alessandra Guigoni – sono i principali dolci che vengono preparati in Sardegna nel periodo che va dalla vigilia di Ognissanti sino al giorno in cui si commemorano i defunti. Sono a base di uva passa (pabassa o papassa), da cui il nome del dolce a forma romboidale pabassina, con l’aggiunta di frutta secca. La sapa, mosto d’uva cotta e variamente aromatizzata, viene usata per i pasticcini del periodo e per prodotti lievitati come il pan ‘e saba classico».

Uno dei simboli della ricorrenza sono le ossa di morto di cui esistono numerose varianti .«Sono preparate – aggiunge Alessandra Guigoni – da Ittiri sino a Quartu, da Carloforte ai paesi dell’Ogliastra. Si tratta di biscotti con una candida glassa sopra, a base di acqua e zucchero o bianco d’uovo e zucchero». E c’è il pane che viene donato in occasione delle questue dei bambini: «Ci sono dei pani che si preparano e si donano quando i bambini vanno, di casa in casa, per raccogliere mandarini, frutta secca, pasticcini in base a un’antica consuetudine»

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