I più piccoli hanno sfilato nei passeggini spinti dalle loro mamme. Alcuni bambini delle Elementari avevano in mano un cartello con su scritto “ho 10 anni e sciopero per il mio domani”. Accanto a loro, studenti, lavoratori, precari, agricoltori, pensionati, movimenti per la casa, pro-Pal e sindacati che hanno detto no al riarmo e al carovita. A indire lo sciopero, l’Usb che ieri messo ha unito diverse generazioni in oltre sessanta piazze pacifiche. Ma in serata, a Roma e Torino, sono arrivate le tensioni con lanci di bottiglie contro agenti, cariche e idranti in azione.
I numeri
Sono stati un milione e mezzo, secondo le stime dell'Usb, i partecipanti alla mobilitazione. Dal sindacato parlano di «un'enorme presenza di studenti e giovani». Quindi la promessa: «Non ci fermiamo certamente qui». Alla giornata di protesta hanno aderito diversi settori: dagli agricoltori alla scuola, fino al cinema e all'audiovisivo.
I cortei “difficili”
Per l’ordine pubblico, nessuno problema, a eccezione di Roma e Torino, dove pure i cortei della mattina erano filati liscia. Poi sono salite le tensioni. Nella Capitale uno spezzone si è staccato dal corteo principale nei pressi del Colosseo lanciando oggetti contro gli agenti e dando fuoco ad alcuni cassonetti: le forze dell'ordine hanno risposto con una carica di alleggerimento. Qualche ora più tardi, prima del ponte Sisto, a Trastevere, ancora caos: un gruppo consistente di manifestanti voleva dirigersi verso il Parlamento. La folla è stata dispersa sul Lungotevere Testaccio, dove sono stati attivati gli idranti. Agenti in tenuta antisommossa hanno chiuso e presidiato piazza Montecitorio, davanti alla Camera, e piazza Colonna, davanti a Palazzo Chigi. In otto sono stati fermati, per aver tentato più volte di sfondare gli sbarramenti.
Gli altri disordini
Idrante in azione, lancio di uova e cariche anche in piazza Castello a Torino, dove sono stati respinti i manifestanti che si erano avvicinati ai cordoni a protezione della Prefettura. Poi nuovi scontri in serata, sempre nel centro storico, quando dal corteo è partito un fitto lancio di bottiglie al quale gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni. Qualche tensione anche a Mestre, dove sette agenti hanno riportato contusioni e tagli, quando un gruppo ha cercato di sfondare il cordone che sbarrava la strada. Anche a Vicenza ci sono stati contusi, una decina, dopo lo scontro tra manifestanti e agenti: i disordini si sono verificati durante il tentativo di occupare la circonvallazione.
Nel resto del Paese
Solo disagi, invece, a Milano, teatro delle violenze e dei saccheggi di due settimane fa: dopo aver percorso più di due chilometri lungo la tangenziale est – bloccandola per un'ora e mezza –, i partecipanti sono rientrati in città lasciandosi alle spalle scritte con la vernice, ai lati della carreggiata, come “Salvini appeso” e “Meloni appesa”. La protesta è arrivata anche nei porti con un'iniziativa lanciata da più organizzazioni sindacali che hanno coinvolto oltre 100 scali in 17 Paesi contro il traffico di armi. A Genova e Napoli studenti e lavoratori hanno manifestato senza creare problemi.
Il bilancio
Ieri è stato un nuovo banco di prova per la sicurezza. Il Viminale aveva assicurato che avrebbe messo in campo un «articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente» e isolare i violenti. Ed in effetti la maggior parte dei cortei si sono conclusi senza criticità. Col ministero dell’Interno hanno lavorato prefetti, questori e vertici delle altre forze dell'ordine di tutti i capoluoghi di regione.
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