Editoria.

Sechi: «Sotto scorta e licenziato» 

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«Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti». Lo scrive su X Mario Sechi, che come direttore di Libero è stato messo sotto scorta per le minacce degli anarchici ricevute proprio per alcuni editoriali sul giornale.

Fonti vicine a Libero definiscono «strumentale» la ricostruzione di Sechi, e osservano che la misura di protezione nei suoi confronti sarebbe stata disposta già da circa tre settimane e che, dunque, il richiamo fatto alle minacce ricevute avrebbe il solo effetto di presentare la vicenda come una ritorsione personale. Secondo quanto si apprende, Sechi non sarebbe stato licenziato direttamente da Angelucci, ma sollevato dall'incarico nell'ambito delle decisioni editoriali del quotidiano. Le fonti sottolineano inoltre che misure di tutela nei confronti di direttori di giornale ed esponenti dell'informazione non sono un fatto eccezionale e, in altri casi, risultano anche più estese e rilevanti.

«Minacciare un uomo coraggioso, un sardo tenace, una persona che ha idee chiare e le difende con coraggio non è soltanto una cosa vile, è inutile e spregevole. Piena solidarietà a Mario Sechi», dichiara il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

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