La polemica

Assicurazione auto, scontro tra enti per dividere i fondi 

La Città Metropolitana: «Più soldi a noi» Medio Campidano e Sulcis infuriati 

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I conti non tornano, non più. Duro scontro fra la Città metropolitana di Cagliari e le Province del Sulcis Iglesiente e del Medio Campidano, un tempo unite in quella del Sud Sardegna (dopo che erano state soppresse) e oggi nuovamente separate a seguito dell’ennesima riforma. Al centro delle tensioni è la quota, che spetta alle Province, versata dagli automobilisti per l’assicurazione dei mezzi per la responsabilità civile. La controversia riguarda il criterio di divisione di oltre 5,7 milioni di euro che sono nelle casse: Sulcis Iglesiente e Medio Campidano contestano la proposta della Città metropolitana, che vuole ripartirli esclusivamente in base al numero degli abitanti di ciascun territorio. Il metodo si scontra con l’accordo precedente e con il principio costituzionale che lega le entrate al territorio che le produce.

L’accordo di maggio

Secondo i consiglieri del Medio Campidano e il presidente del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, il cambio di metodo proposto dal sindaco metropolitano, Massimo Zedda, non sarebbe una semplice revisione tecnica, bensì una redistribuzione significativa delle risorse a favore dell’Area metropolitana. Rispetto all’accordo dello scorso 29 maggio il nuovo criterio, stando alle stime riportate nelle due note di contestazione, comporterebbe maggiori entrate per oltre 829mila euro a favore dell’Area metropolitana, a fronte di una perdita di 616.779 euro per il Campidano e 212.130 per il Sulcis. Nel dettaglio: col vecchio metodo la parte del leone spettava al Sulcis Iglesiente con 2.334.954 euro, secondo era il Medio Campidano con 2.193.156 euro, fanalino di coda la Metropolitana con 1.217.900 euro. Col nuovo calcolo a Cagliari spettano 2.075.166 euro, al Sulcis 2.091.173 euro, al Medio 1.579.671 euro. Il primo a sollevare la questione è stato Usai, presidente del Sulcis Iglesiente: «L’accordo di maggio prevedeva altro. Non condivido la nuova posizione, danneggia le zone più fragili ed è molto penalizzante per il Medio Campidano. Chiediamo la conferma del patto precedente, peraltro condiviso appieno».

Il Medio Campidano

Proprio alla vigilia delle elezioni per il nuovo presidente del Medio Campidano, i consiglieri in carica hanno rimandato al mittente la nuova proposta, informando la Regione e il segretario della Conferenza Stato-Città e Autonomie locali. Il documento ha la firma di otto consiglieri ma non della vicepresidente facente funzioni, Maura Boi, e della sindaca di Samassi, Beatrice Muscas: non condividono la scelta. «Non firmo», sostiene Boi, «perché sono risorse certe per la nostra comunità e fondamentali per una solida programmazione del bilancio di previsione per il 2027».

I consiglieri

Di fronte all’ennesima spaccatura nel Consiglio provinciale di Villacidro-Sanluri, il consigliere Marco Maccioni incalza: «La posizione della vicepresidente è incomprensibile, davanti alla richiesta di rinunciare a quasi un milione di euro se ne lava le mani. Ciascuno si assuma le sue responsabilità. Il nostro disappunto nasce dalla volontà di coerenza con gli accordi raggiunti e per garantire un riparto equo delle risorse. Perché penalizzare proprio il nostro territorio, uno dei più poveri d’Italia?». Il consigliere con delega ai Trasporti, Dario Piras: «Ripartire le somme solo in base agli abitanti penalizza i territori interni, dove l’auto è una necessità perché è minore l’offerta di trasporto pubblico. E poi i fondi delle assicurazioni non si calcolano sulle persone: diverse famiglie hanno anche tre auto per ragioni di lavoro, dunque necessarie per la carenza dei trasporti pubblici nel Medio Campidano, che crea difficoltà nel raggiungere scuole e servizi sanitari». Le due Province chiedono di verificare se le compagnie assicurative stiano già versando alla Città metropolitana le quote per i Comuni trasferiti dall’ex Sud Sardegna, per evitare duplicazioni o sottrazioni indebite di gettito ai territori.

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