Voto choc

Sassonia all’ultradestra: Afd al 44% 

Affluenza all’80%. Dimezzata la Cdu di Merz. E ora l’onda nera fa tremare l’Ue 

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MAGDEBURGO. Il voto di questo 6 settembre è una cesura per la Germania, e avrà un impatto su Berlino. Alternative fuer Deutschland trionfa nella Sassonia-Anhalt, spinta da un’affluenza record all’80%, mentre la Cdu affonda. E scocca l’ora di Ulrich Siegmund, il 35enne che sognava di governare in un esecutivo monocolore, con un programma di estrema destra che sfonda anche tra i giovani.

Il cordone sanitario

L'astro nascente di Afd, modi gentili e sorriso rampante, ha scioccato il Paese con promesse radicali e il risultato è un 44% dei voti, in base alle proiezioni serali, con il quale il partito avrebbe 39 seggi. Sempre sulla base delle ultime proiezioni: la Cdu al 17,4% (15 seggi), l'Spd al 9,2% (8 seggi), la Linke all'8,6% (8 seggi), i Verdi all'8,9% (8 seggi), il Bsw al 5,1% (5 seggi). Non è la maggioranza assoluta e dunque a caldo Siegmund ha dichiarato: «Non so ancora se sarò ministro presidente, ma abbiamo già scritto la storia». Dipenderà da chi gli tenderà la mano. A Magdeburgo, al Maritim Hotel, lo sconforto avvolge il party elettorale dei cristiano-democratici che hanno preso la metà delle preferenze dell’ultima volta. E le parole del governatore uscente Sven Schulze aprono lo scontro nella Cdu: «Sono loro il partito più forte. Dobbiamo affrontare la situazione. Questa è la democrazia, la gente è andata a votare in massa, come mai prima». Toni che fanno capire cosa stia accadendo nel partito di Friedrich Merz. E il Kanzler dal pugno duro che voleva dimezzare Afd è adesso a rischio. Dalla capitale, i partiti di governo Verdi e Linke blindano il “Brandmauer”, il cordone sanitario: «Nessuna collaborazione con un partito di estrema destra».

Ago della bilancia

E in queste ore ci sarà da tener d’occhio un altro risultato: quello del Bsw di Sahra Wagenknecht, la “rossobruna” che a caldo ha già teso la mano a Siegmund. Se le proiezioni di Ard la danno stabilmente al 5,1%, quella della Zdf la lasciano al 4,8%, sotto la soglia di sbarramento. Il partito della politica uscita dalla Linke contestando gli aiuti all’Ucraina, su posizioni filorusse come Afd, farebbe da ago da bilancia nella partita per il primo eventuale governo dei populisti, nel Land dove i servizi segreti li classificano come «sicuramente estremisti di destra».

L’Ue trema

Intanto, l’onda nera fa tremare l’Europa. Un’eventuale crisi del governo Merz rappresentano la principale minaccia per Bruxelles. Dove qualsiasi vittoria o scalata al potere di formazioni come quella dell’AfD viene letta come un indebolimento dell’Unione europea dal suo interno. In Ue, in prospettiva delle elezioni nel 2027, ormai la principale paura è avere uno o più governi di impronta orbaniana tra i 27 Paesi membri. Una simile ipotesi riporterebbe a galla quelle istanze che hanno a lungo paralizzato il meccanismo europeo per decisioni cruciali come le sanzioni a Mosca. Lo sguardo lungo di Bruxelles racconta un timore palpabile. La preoccupazione per l’avanzata di partiti come l’AfD c’è, ma allo stesso tempo l’Ue si dimostra aperta a lavorare con chiunque purché nel rispetto di tre grandi pilastri: essere pro Ue, sostenere Kiev e difendere lo Stato di diritto.

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