Le immagini di decine di migliaia di cagliaritani (e turisti) in festa che facevano su e giù sul lungomare di Sant’Elia, tra parchi, piazze, nuovi servizi, resteranno a lungo nella memoria della città. E pazienza se alcuni spazi erano incerottati dalle reti rosse di cantiere, se i chioschi sulla passeggiata erano ancora chiusi (in attesa della riqualificazione), se alcune strade interne al quartiere avevano i segni di una manutenzione che arriverà (assicura il Comune), e se alcuni lampioni erano fuori uso. Pazienza, si. Perché (forse) per la prima volta Sant’Elia, grazie all’esperienza dell’America’s Cup, si (ri)scopre una risorsa strategica della città e non più una periferia complicata. I lavori di rigenerazione urbana, il nuovo volto del lungomare appena tirato a lucido, il recupero degli spazi pubblici e degli immobili e la prospettiva di uno sviluppo legato allo sport, al turismo, agli spettacoli, alle attività economiche, rilanciano una delle aree più belle di Cagliari. «Sant’Elia è un quartiere che cresce e migliora giorno dopo giorno», assicura il signor Gianni, 73 anni, 71 vissuti a Sant’Elia, seduto su un blocchetto di cemento “vista mare” al Lazzaretto (utilizzato per ancorare gli stand durante la manifestazione velica). «I problemi non sono certo risolti, ma molto sta cambiando. E le potenzialità di questo quartiere ora le hanno viste in tutto il mondo».
Le potenzialità
«L’America’s Cup ha testimoniato che Sant'Elia è un quartiere completamente diverso dall'immaginario collettivo», afferma Alessandro Cao, consigliere comunale di maggioranza, nato e cresciuto a Sant’Elia. «E grazie agli interventi dell’amministrazione comunale e regionale, il lungomare, la rigenerazione dei palazzi del Favero e delle Lame, quella delle piazze Lao Silesu, Falchi, Demuro, il completamento del parco degli Anelli, il quartiere sta rifiorendo e mette in “vetrina” tutta la sua bellezza», aggiunge.
Gli interventi
Le opere di riqualificazione stanno cambiando il volto del quartiere. Il lungomare totalmente ristrutturato a tempo di record ha restituito spazi ai cittadini e ai turisti, creando una continuità tra il quartiere e il mare che in passato appariva frammentata. Il Parco degli Anelli rappresenta uno dei punti più apprezzati dalle famiglie e dagli sportivi, mentre gli interventi nelle aree del Favero stanno migliorando la qualità urbana e l’immagine complessiva della zona. «Per il progetto del parco degli Anelli, che prevede lavori per un importo di 11 milioni di euro, stiamo portando avanti la bonifica bellica che si è rivelata più impegnativa e onerosa del previsto, ma il Parco finito completerà la riqualificazione di tutta l'area, dal lazzaretto fino alla diga foranea, col fronte davanti ai palazzi. Sarà un'area completamente verde, vigilata e fruibile da tutti », afferma l’assessora all’Ambiente e Verde pubblico con delega alla manutenzione del lungomare Sant’Elia, Luisa Giua Marassi. La fine dei lavori è prevista entro il 2029. I chioschi sul lungomare», invece, spiega ancora l’assessora, «in passato pesantemente vandalizzati, sono stati messi in sicurezza, ripuliti e imbiancati per garantire il decoro della passeggiata anche in vista della America's cup. È prevista la loro concessione in uso a privati, attraverso una procedura di evidenza pubblica che vorremmo indire a breve. Auspichiamo che proprio dal lungomare e dal Parco riparta la vera rinascita di questo quartiere che sorge in una delle aree più belle di Cagliari».
Insomma, per quattro giorni il mondo ha puntato i fari su Sant’Elia. E forse, per la prima volta dopo molto tempo, il quartiere ha mostrato non quello che manca, ma tutto ciò che potrebbe diventare. Ed è tanto.
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