I sindacati del Corpo forestale e di vigilanza ambientale respingono al mittente la descrizione, fatta dalle comunicazioni istituzionali, di un sistema regionale anticendio pienamente operativo. Lo scenario descritto dalle sigle Safor, Fesal e Uil è diverso: una «forte sofferenza organizzativa dovuta a una cronica carenza di organico», le «numerose vertenze ancora aperte» e le criticità relative «all’organizzazione e al funzionamento della struttura».
Le sigle sindacali maggiormente rappresentative del personale del Corpo forestale sono dunque preoccupate vista la vicina stagione estiva e il conseguente avvio della campagna antincendi 2026, che già in questi giorni è stata attivata per i primi e impegnativi roghi in diverse parti della Sardegna. «I numeri ufficiali relativi al personale dichiarato come schierato per la campagna non sembrano corrispondere alla reale disponibilità operativa sui territori», spiegano in una nota i sindacalisti Ignazio Masala (Safor), Carmelo Prestileo (Uil) e Gianluca Pinna e Marco Meloni (Fesal). Oltre alla carenza di organico preoccupa «l’età mediamente avanzata del personale in servizio» e le prospettive di rafforzamento solo con «assunzioni a tempo determinato». Ci sono poi le troppe vertenze aperte che si scontrano con «l’atteggiamento dell’amministrazione che non sembra volere il dialogo». I sindacati denunciano anche «il mancato rinnovo del parco macchine, in particolare quelle dell’antincendio». Per questo il personale è pronto a ricorrere a forme di mobilitazione e di lotta: «Sono troppe le criticità che attendono risposte». (m. v.)
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