Bastione.

«Santa Caterina,  la terrazza riaprirà prima dell’estate» 

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I lavori del bastione di Santa Caterina sono al rush finale. Entro giugno – promettono da Palazzo Bacaredda – la terrazza di Castello sarà nuovamente a disposizione di turisti, cagliaritani e degli scolari dell’omonimo istituto che così potranno finalmente trascorrere la ricreazione all’aperto e non più chiusi in classe. Non uno spazio vuoto, le scoperte archeologiche che hanno contribuito a rallentare la conclusione dei lavori saranno valorizzate.

Al lavoro

Ieri mattina, tra la curiosità dell’esercito di croceristi che ha assaltato il centro storico, cinque operai dell’impresa vincitrice dell’appalto, sistemavano lastre d’acciaio per il pavimento della piazza che sarà in granito, come quello della terrazza Umberto I. Erbacce e rifiuti sembrano solo un brutto ricordo, anche se la recinzione metallica, gli scalini divelti e la scalinata che porta al bastione Saint Remy ancora off limits, frenano gli entusiasmi. L’assessore comunale ai Lavori pubblici Yuri Marcialis è fiducioso. «I lavori stanno andando avanti e siamo entrati nella fase operativa finale. Abbiamo avviato le attività propedeutiche alla chiusura del solaio e già approvvigionato i materiali lapidei per la pavimentazione. Sono inoltre in produzione gli infissi per gli accessi dalla scalinata e sono in arrivo i cristalli destinati ai locali tecnici». Può finalmente indicare una data per l’apertura? «L’obiettivo – afferma l’assessore – è completare l’intervento entro l'inizio dell'estate, condizioni meteo permettendo, così da restituire pienamente questo spazio alla città e ridurre definitivamente i disagi per i residenti».

Cantiere infinito

L’opera di recupero del bastione di Santa caterina è iniziata il 10 giugno 2009, quando alla guida di Comune c’era Emilio Floris. L’obiettivo iniziale era scoprire la causa dell'umidità che stava danneggiando il soffitto della Passeggiata coperta di Saint Remy. Intoppi burocratici, mancanza di fondi, concerti di Capodanno, nuove scoperte archeologiche, stop e ripartenze portano il “cantiere infinito” sino ai giorni nostri. Nei programmi di Palazzo Bacaredda c’è la musealizzazione degli scavi archeologici con la realizzazione di un doppio accesso ai rinvenimenti punici dell'ipogeo e di superficie recanti due tombe del Bronzo, fortificazioni medievali e resti di un impianto idrico punico romano.

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