lo scontro

«Offese gratuite e irrispettose, la Chiesa parla di pace e amore» 

Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario della Cei: «È una violenta strumentalizzazione che va respinta» 

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Solidarietà al Papa e rifiuto della strumentalizzazione politica. All’indomani degli attacchi su Truth del presidente degli Stati Uniti, la Chiesa italiana fa scudo attorno al Pontefice. L’arcivescovo di Cagliari e segretario della Conferenza episcopale italiana, Giuseppe Baturi risponde con fermezza alle accuse di Donald Trump: «Parole inappropriate e irrispettose».

Come interpreta gli attacchi rivolti al Papa in questi giorni?

«Come una violenza evidentemente gratuita. Il Papa porta un unico messaggio: quello del Vangelo, che predica la pace e l’amore per l’uomo. In questo senso si fa interprete dell’esigenza di Dio e di quella degli uomini che attendono la pace. Di fronte a chi vuole sminuirne l’azione, resta un fatto evidente: lui continua a credere nell’uomo. Lo dimostrano le parole pronunciate nella Basilica di San Pietro: non solo una preghiera a Dio ma una preghiera all’uomo, affinché sappia riscoprire il senso vero del suo essere, del rapporto con gli altri, della sua capacità di costruire un mondo nuovo».

Nel dibattito pubblico sono state espresse dichiarazioni politiche e personali molto forti. Come le valuta?

«Le parole di Trump sono state assolutamente inappropriate e irrispettose, così come è inaccettabile il suo paragonarsi a Gesù Cristo del meme. Ridurre il Papa a una figura dentro uno scontro politico significa non comprenderne il ministero. Il Vangelo non si colloca nella logica del conflitto delle parti, ma in una prospettiva completamente diversa. La missione della Chiesa e del Papa continua, è profetica, ed è ciò che corrisponde al disegno di Dio e all’attesa vera di ogni uomo. Il resto è una strumentalizzazione politica che va assolutamente respinta».

Il Papa ha parlato della violenza come frutto di un «delirio di onnipotenza», cosa intendeva?

«Un delirio che idolatra sé stessi, i propri interessi, il potere e il denaro. La vera alternativa invece è riconoscere sé stessi come limitati e bisognosi, insieme agli altri, di un bene in cui sviluppare la propria vita: il bene della fraternità, dell’amore, della verità, e quindi della pace. Il Pontefice è stato raggiunto dalla gratuità di questo attacco proprio nel momento in cui si recava in Africa – in un punto delicato del nostro pianeta segnato da tante tensioni – e lì si sta facendo promotore di dialogo di fraternità, di rispetto dell’uomo».

Il Pontefice ha ribadito di non essere un politico. Come va letta questa affermazione?

«Il ruolo del Papa risponde all’esigenza più profonda dell’uomo. Ciò che costituisce il politico ma che lo trascende: il messaggio del Vangelo è al tempo stesso anima della costruzione di una società nuova, ma la trascende totalmente perché è l’appello allo spazio dell’eterno, dell’infinito. Quando dice “Non ho paura” è come dire “Io mi muovo sull’altra dimensione”, che è quella che non si lascia ridurre alla parte di un conflitto, ma che assume come decisivo lo sguardo del tutto, e quindi lo sguardo capace di comprendere le esigenze di tutti»

Il presidente degli Stati Uniti ha affermato: «Papa Leone XIV è lì anche grazie a me». Come reagire?

«Queste sono cose che non hanno alcun fondamento che quindi vanno lasciate cadere. Sono parole che non possono ferire chi non ha paura perché ha come unica parte quella dell’uomo, a partire da Dio. Sono letture infondate e comunque offensive perché riducono la grandezza di un ministero a una parte in conflitto con altre».

Qual è infine la posizione della Chiesa italiana di fronte a queste polemiche?

«Con massima solidarietà e vicinanza al Papa. La Conferenza episcopale italiana è totalmente in sintonia con un messaggio che sa leggere questo momento come pochi. Forse anche per questo tante critiche si ripercuotono su di lui. La sua è la voce più trasparente, una voce che richiama tutti alle responsabilità in un tempo in cui, invece, ci si muove a prescindere dalle conseguenze per il futuro dell’umanità».

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