Nessuna sospensiva concessa, dato che al momento sarebbe inutile, ma resta in piedi, anche riguardo alle presunte eccezioni di tardività, il ricorso presentato delle 6 sigle antimilitariste contro il via libera agli ampliamenti della Rwm il cui giudizio di merito è stato posticipato al prossimo 13 gennaio.
Il ricorso
Auspicavano un verdetto a loro favore ma non possono che dirsi soddisfatte le 6 sigle (Italia Nostra Sardegna, Comitato Riconversione Rwm, Assotziu Consumadoris Sardigna, Usb, Movimento non violento Sardegna, A Foras) che ieri mattina hanno atteso la conclusione della Camera di Consiglio del Tar Sardegna. Armati di bandiere, slogan e striscioni erano oltre un centinaio gli attivisti presenti in piazza del Carmine. In una nota riassuntiva tutti parlano di una “vittoria procedurale” per i comitati. La mancata concessione della sospensiva cautelare chiesta dai ricorrenti per bloccare il decreto con cui il commissario ad acta ha autorizzato l’inserimento nel ciclo produttivo dei 3 reparti oggetto dell’ampliamento, non sembra essere uno smacco ma una mera questione di logica: «È proprio così, - afferma Graziano Bullegas, presidente di Italia Nostra Sardegna, una delle 6 sigle ricorrenti - il decreto del commissario non è attualmente in grado di produrre effetti negativi sull’ambiente dato che i 3 nuovi reparti dell’azienda bellica necessitano di altri permessi, collaudi e verifiche prima di poter essere utilizzati. Certo, si rimanda la discussione di mesi ma tutte le criticità da noi evidenziate restano in piedi e saranno difficili da contestare poiché basate su precedenti sentenze e su normative aggiornate». Marco Mameli, Assotziu Consumadoris, chiama tutti alla mobilitazione: «Ci adopereremo per coinvolgere Comuni, associazioni ed enti di tutta l’isola».
Sulla imprevista costituzione in giudizio della Regione contro i ricorrenti si mostra tranchant: «La politica ha buttato giù la maschera e si schiera con i padroni, cioè con la fabbrica bellica». Arnaldo Scarpa, Comitato riconversione Rwm, chiede alla Regione di decidere: «Dica finalmente se vuole incentivare la fabbrica bellica o se ha un’altra idea di sviluppo come la presidente Todde ha spesso affermato».
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