Assemini.

«Rubata dalla tomba la piantina di limone» 

Giuseppina Russo: era il simbolo di salvezza e purezza di mio figlio Alessandro 

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«Non era un semplice vaso con all’interno una pianta di limone: era un simbolo di salvezza, purezza e resilienza per ricordare mio figlio». Giuseppina Russo aveva posato l’alberello nel cimitero di Assemini, vicino alla tomba del figlio Alessandro Sanna, strappato alla vita troppo presto, a 19 anni, dopo un grave incidente automobilistico avvenuto in viale Marconi a Cagliari nel settembre del 2023 e nel quale erano morti anche altri tre amici, Najibe Zaher, Giorgias Banchero e Simone Picci. Quella pianta è stata miserabilmente rubata. Un gesto spregevole non tanto per il valore materiale dell’oggetto sottratto, quanto per quello che rappresentava per chi, in quel cimitero, l’aveva posizionato con un gesto di amore.

Angolo di Paradiso

Alla destra di uno degli ingressi del camposanto asseminese c’è un piccolo rettangolo di terra che una madre addolorata ha trasformato in un giardino colorato per ricordare il suo “bambino”, da tutti conosciuto con l’affettuoso nomignolo di “Sdrino”. Fiori, statue e oggetti vari parlano di Alessandro e colorano un luogo che, diversamente, sarebbe semplicemente grigio.

Mamma Giuseppina vuole che suo figlio sia circondato da quella vitalità che lo contraddistingueva. Così, già a pochi mesi da quel maledetto incidente, ha pensato di allestire un giardinetto per ricordare Alessandro, certo, ma anche per tutti coloro che in cimitero si recano per porgere un saluto ai loro cari defunti mariti, genitori e amici: «Dopo aver tolto tutta l’erba e aver piantato piante e fiori per abbellire e rendere omaggio al mio angioletto - ha raccontato Giuseppina - già nell’autunno di due anni fa qualcuno aveva pensato bene di strappare via tutto». Una cattiveria senza limiti, considerato che erano state buttate a terra anche le foto del figlio.

Il limone

Tra le tante specie floreali messe a dimora Giuseppina Russo aveva sistemato anche un limone in vaso. Un agrume che ricorda l’estate e che con il suo giallo intenso rievoca la solarità del suo amato figlio. Portarlo via è stato «come togliere linfa vitale» e, in questo caso, accentuare l’incolmabile ferita che solo un genitore che perde un figlio può portare nel cuore: «Il genere umano non ha limiti e questo gesto di rubare piante dal cimitero lo conferma».

Giuseppina, però, non si arrenderà neanche stavolta. Continuerà a posizionare fiori e piante nel piccolo pezzo di terreno: «È l’unica cosa che mi è rimasta, un modo per coccolare Alessandro».

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