Stampace.

Rissa e coltellate tra i tavolini del Corso 

Quattro algerini si sono affrontati davanti allo sguardo impaurito di clienti e bambini 

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Il lancio di bottiglie, calci e pugni. Poi il coltello. Uno, due fendenti. E il sangue. Ancora violenza in pieno centro, nel Corso, ieri all’ora di pranzo tra i tavolini dei locali e davanti allo sguardo impaurito di camerieri, clienti e famiglie con bambini. Una discussione per futili motivi tra tre, forse quattro giovani algerini è sfociata in una lite. E quando è comparso un coltello, la situazione è definitamente degenerata. Uno dei cittadini stranieri, un 27enne richiedente asilo, alla fine è stato soccorso dal personale del 118 una volta raggiunto anche dai poliziotti in via Azuni: ha riportato una ferita al petto, per fortuna non molto profonda, ed è stato accompagnato in ospedale. Intanto gli agenti della Squadra volante hanno avviato le ricerche anche degli altri tre giovani, fuggiti poco prima dell’arrivo delle pattuglie.

Le indagini

Una vicenda ancora poco chiara perché non si conoscono i motivi che hanno fatto nascere la rissa finita nel sangue. Gli agenti hanno sentito alcuni testimoni e dovranno ascoltare l’eventuale spiegazione del giovane ferito anche se difficilmente sarà collaborativo. Dei tre aggressori per ora nessuna traccia. L’arma, un coltello da cucina, non è stata ritrovata. E si cercano riscontri su quanto successo nel giardino di un’abitazione della zona: qui sarebbe stata realizzata un’altra arma con uno spiedo, un piccolo bastone usato come manico con del nastro. Chi era da quelle parti ieri è rimasto scosso. Diversi i bambini presenti, appena usciti da scuola nel primo giorno di ripresa delle lezioni. E poi i clienti dei locali, soprattutto turisti: non una bella cartolina della città.

La preoccupazione

Stefano Rolla, ex presidente del centro commerciale naturale Strada Facendo, era presente quando c’è stato l’accoltellamento e la fuga dei quattro stranieri. «La sensazione è che Cagliari, pur tranquilla, stia diventando una città un po’ meno sicura», ha evidenziato. «C’è molta microcriminalità che mette in tensione anche le persone che lavorano da sole. E non mancano gli episodi che coinvolgono anche minori. L’ordine pubblico non è colpa del Comune: è una situazione di difficile risoluzione e spesso gli autori non vengono identificati. Ci auguriamo che si comprenda la necessità di intervenire: Marina e Stampace sono le due zone più pericolose, ed è un peccato perché lì si creano tensioni». Concorda anche Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio: «Dopo quanto successo ci hanno contattato in tanti titolari di locali. C’è molta preoccupazione. Dialoghiamo con la Prefettura e le forze dell’ordine e i risultati ci sono stati con un periodo di serenità, minata poi da questi gravi episodi». Frongia ha aggiunto: «Chiederemo ancora una volta un incontro con le istituzioni locali. Anche se il problema è nazionale: quanto succede a Cagliari si ripete, in modo anche peggiore, negli altri capoluoghi».

Maggiore prevenzione

«Sulla sicurezza servono fatti», è l’intervento di Alberto Di Rubba, deputato e commissario regionale della Lega Sardegna. «Oggi sono ancora 61 i capoluoghi di provincia esclusi dall’operazione Strade Sicure e tra questi c’è Cagliari. La proposta della Lega è di portare a 10mila i militari impegnati per coinvolgere anche il capoluogo sardo: più uomini sul territorio significa più prevenzione, più controllo e maggiore supporto alle forze dell’ordine. La sicurezza è una priorità della Lega al Governo e lo è anche per tutta la nostra squadra in Sardegna. Continueremo a lavorare insieme per rafforzare i presidi».

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