Olbia.

Ragazzino vittima di una gang 

Taglieggiamenti e violenze, escalation dopo la prima denuncia 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Un incubo durato anni: minacce, ricatti, aggressioni e anche un braccio rotto. Tutto per avere detto basta alla prepotenze di tre bulli. E alla fine di una storia terribile, un ragazzino olbiese di 13 anni è stato anche costretto a lasciare Olbia per una destinazione protetta. La vicenda dell’adolescente è raccontata negli atti di tre procedimenti penali in corso a Tempio e di altri fascicoli della giustizia minorile. La giovanissima vittima adesso ha una nuova vita, ma il suo passato è un calvario che coinvolge anche la madre, una donna coraggiosa decisa a difendere a tutti i costi il figlio. I fatti più gravi, quelli sfociati in indagini e processi penali, sono avvenuti tra il 2022 e il 2024. La vittima, all’inizio della storia 12 anni, viene presa di mira da un gruppo di ragazzi più grandi. Tutto avviene nei pressi di piazza Mercato, a Olbia. Aggredito, minacciato continuamente, il ragazzino viene anche “taglieggiato”. I bulli lo costringono a prendere oggetti da casa e a consegnarli a loro. Il ragazzino non ha alternative, le minacce sono pesantissime. Le pressioni sono continue e insopportabili, lui reagisce e chiede aiuto. Parte una denuncia e un ragazzo, un maggiorenne, viene identificato. L’estorsione è provata, la ricostruzione dei Carabinieri non lascia dubbi, per il bullo arriva una condanna a quattro anni e mezzo di carcere. Il branco non perdona e la situazione degenera.

«Ci hai rovinato»

Il ragazzino ora è nel mirino, deve pagare il conto. Il 22 settembre del 2023 i bulli entrano in azione, lo circondano in piazza del Mercato e lo minacciano con un coltello. La lama sulla pancia e poi in gola, la vittima consegna il suo marsupio con il portafogli. La madre del ragazzino assiste alla scena e si lancia contro i bulli, due ragazzi di vent’anni che la sovrastano fisicamente. Per lei minacce e insulti: «Hai fatto arrestare il nostro amico». Arrivano i Carabinieri e uno dei ragazzi si scaglia contro i militari, minacciandoli di morte, viene arrestato. Ma non è finita, perché successivamente la vittima dei bulli viene individuata e spintonata,il ragazzino cade e si rompe un braccio. Ora il minore è tornato a Olbia, è parte civile in tutti i processi (assistito dall’avvocato Giuseppe De Meo). A breve dovrà raccontare il suo incubo in aula, un altro trauma.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi