La comunità di Milis oggi vive un momento storico: alle 17.30 l’arcivescovo Roberto Carboni celebra il solenne rito della dedicazione della chiesa parrocchiale e del nuovo altare. Un evento particolarmente importante perché, secondo quanto riportano gli archivi parrocchiali, questa chiesa, pur risalendo al XVI secolo, non è mai stata ufficialmente dedicata.
«Il rito arriva al termine di un ampio intervento di restauro e di adeguamento liturgico che ha interessato san Sebastiano, restituendo alla comunità un luogo rinnovato nella bellezza ma profondamente rispettoso della sua storia così antica - sottolinea il parroco, don Antonello Angioni – Tutti i lavori sono stati progettati dall’architetto Maria Grazia Serra: gli interventi esterni sono stati realizzati grazie a un finanziamento congiunto tra Regione e Comune di Milis. Gli interventi interni, che hanno richiesto una spesa più consistente, sono stati interamente sostenuti dalla parrocchia».
Cuore del rinnovamento liturgico è il nuovo Altare di marmo di Carrara. «Sul lato rivolto al celebrante è incisa una croce latina: al suo interno verranno collocate le reliquie di san Carlo Acutis e di san Sebastiano – conclude don Angioni – Sul lato rivolto all’assemblea è invece scolpito un basso rilievo con il monogramma IHS».cappella del Santissimo Sacramento, recuperando il vecchio tabernacolo dell’altare maggiore. Il marmo originario è stato conservato e impreziosito da una nuova porticina in argento dorato benedetta il 4 marzo 2026 da Papa Leone XIV.
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