Il caso.

“Pseudo vescovo” accusato di scisma 

Allarme della Curia: «Simone Maria Mameli non ha alcun titolo ecclesiale» 

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Uno “pseudo-vescovo” in piena regola, senza alcun titolo, che però pare operi come se lo fosse. L’avviso è chiaro: «È giunta notizia alla nostra Curia che il signor Simone Maria Mameli, originario di Pirri e già oggetto di precedenti diffide da parte dell’Ordinario, si presenta attualmente come “vescovo” di una sedicente “chiesa vetero-cattolica”», la nota a firma del vicario generale dell’arcidiocesi di Cagliari, monsignor Ferdinando Caschili.

Ma c’è di più, perché stando a quanto appreso dalla Curia, Mameli si sarebbe presentato ai fedeli anche come «presidente della conferenza episcopale italiana», ossia la Cei. Un dato anch’esso falso, perché il suo nome – ovviamente – non figura da nessuna parte. Il presidente della Cei è infatti il cardinale Matteo Maria Zuppi.

Tutto falso

Sostanzialmente, la definizione che viene fatta di Mameli è quella di chi starebbe facendo proseliti tra i fedeli senza però poterlo fare. Un falso vescovo, insomma. E, quando le segnalazioni sono arrivate all’arcidiocesi di Cagliari, la reazione non poteva che essere quella di smentire categoricamente ogni titolo.

«Dopo aver consultato la Santa Sede», prosegue la nota della Curia, «possiamo confermare che la rivendicata consacrazione episcopale del signor Mameli è assolutamente nulla. Di conseguenza, i sacramenti e i sacramentali da lui amministrati sono invalidi».

Un ulteriore avviso per tutti quelli che sarebbero stati avvicinati dallo pseudo-vescovo.

La spiegazione

Per far capire meglio, ai fedeli e non solo, la posizione di Mameli, le parole di monsignor Caschili sono molto decise in tal senso: «Non è mai stato nulla all’interno della comunità ecclesiale. Né diacono, né sacerdote, né tantomeno vescovo. È un laico».

Per non lasciare spazio a qualsiasi altra interpretazione, l’arcidiocesi evidenzia come «lo pseudo-vescovo è incorso nel delitto di scisma, a norma del can. 751 del Codice di Diritto Canonico, per cui non è in comunione con la Chiesa Cattolica e non può ricevere in Essa i sacramenti».

L’avviso

Mameli avrebbe amministrato i sacramenti, spacciandosi per vescovo e attirando a sé fedeli che non si sarebbero accorti dell’assoluta mancanza di qualsiasi ruolo ufficiale. E sarebbe bastata una rapidissima ricerca per verificarlo.

Per questo, dalla Curia «si invitano, in particolare, i sacerdoti alla massima vigilanza, onde evitare confusioni tra i fedeli». Un monito per non far passare inosservati possibili ulteriori movimenti.

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