Il Primo Maggio in piazza, tra festa e musica, ha avuto il suo strascico di polemiche. A Roma e a Taranto, con i palchi più importanti per la Festa dei Lavoratori, i concerti hanno travalicato i confini dello show per toccare quello degli slogan politici. La guerra in Palestina, le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, l’azione della Global Sumud Flotilla i temi su cui hanno puntato molti artisti, oltre al diritto a un lavoro dignitoso, sicuro e ben retribuito. E Delia, sul palco di piazza San Giovanni, è finita nel mirino del web per aver cambiato il testo di Bella Ciao, sostituendo la parola “partigiano” con “essere umano”. Dopo aver chiarito che la sua scelta era stata quella di allargare all’attualità il messaggio del brano, la cantante siciliana è tornata sulla questione con un post su Instagram: «Bella Ciao è il simbolo di quella libertà che abbiamo bisogno di cantare, oggi e sempre, con sensibilità e coscienza». Il concerto Uno Maggio Libero e pensante di Taranto, invece, si è collegato direttamente con una delle imbarcazioni della Flotilla sfuggita all’abbordaggio della marina israeliana. Ma è stato l’accostamento della foto di Giorgia Meloni a quella di Benito Mussolini a scatenare le polemiche. Autore del gesto il rettore dell'Università per stranieri di Siena, Tomaso Montanari. L’intervento è stato bollato come propaganda scadente da Fratelli d’Italia.
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