È il simbolo di un regno estinto oltre sei secoli fa, ma continua a scaldare gli animi e i post. L’esposizione sugli spalti del Consiglio regionale dell’Albero eradicato di Arborea da parte dei militanti indipendentisti di “A innantis!” (che lo hanno scelto come simbolo del movimento) durante le celebrazioni di Sa Die de sa Sardigna, il 28 aprile, ha irritato il segretario regionale di FdI, il deputato Francesco Mura. «Un gesto come questo – ha scritto – accompagnato dalla frase pubblicata sulla loro pagina social — “Sardigna no est Italia” — meriterebbe quantomeno una condanna unanime da parte delle istituzioni regionali, se non addirittura l’apertura di un procedimento per vilipendio all’inno nazionale”. E dopo la reazione di molti utenti social, ha ribadito: «Nessuno contesta la possibilità di esporre la bandiera di un partito; si contesta l’azione carnevalesca di esporla dagli spalti del Consiglio regionale». Ieri la replica Franciscu Sedda, leader di “A innantis!”: «Sa Die celebra la sarda rivoluzione, celebra il patriottismo sardo, celebra uomini e donne che credevano nella nazione sarda e per essa hanno messo in gioco e spesso perso la propria vita». Confondere l’Albero con una bandiera di partito «sarebbe come dire che ogni italiano che sventola il tricolore è di FdI».
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