Rimini. Louis Dassilva, assolto in primo grado dall'accusa di aver ucciso Pierina Paganelli, ha ribadito la propria innocenza e la volontà di restare in Italia. Incontrando i giornalisti nello studio dei suoi legali a Rimini, poche ore dopo la scarcerazione disposta dalla Corte d'Assise, ha ringraziato chi gli è stato vicino durante i quasi due anni di detenzione: «Voglio restare in Italia, è il mio sogno e non voglio andare via». Un pensiero speciale è andato alle sue mogli, che ha definito il sostegno fondamentale nei momenti più difficili.
La Corte lo ha assolto per insufficienza di prove dopo una lunga camera di consiglio durata 15 ore. Dassilva è tornato libero immediatamente e, pur programmando un breve viaggio in Senegal per rivedere la compagna e i due figli, ha assicurato che rientrerà in Italia. Su consiglio dei difensori, però, non tornerà a vivere in via del Ciclamino, il luogo del delitto e della vicenda che lo ha coinvolto.
Gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi hanno sottolineato che la sentenza non è definitiva e che il procedimento proseguirà nei successivi gradi di giudizio. Dopo il deposito delle motivazioni, atteso entro tre mesi, la Procura presenterà appello. Tuttavia, evidenziano i legali, la situazione processuale è cambiata radicalmente: da ora Dassilva affronterà il percorso giudiziario da uomo libero.
La difesa sostiene che le indagini siano state orientate su un’unica ipotesi fin dall'inizio dall'interpretazione dei filmati della telecamera della farmacia e che esistono diversi elementi ancora da approfondire, tra cui alcune tracce ematiche rinvenute in un garage e un capello fotografato sul volto della vittima ma non repertato. I legali hanno infine contestato anche la mancata verifica delle dichiarazioni di Manuela Bianchi, la nuora della vittima.
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