A meno di una settimana dal via, quando per quattro giorni Cagliari sarà ombelico del mondo, si discute e si polemizza. Sulla posidonia al Poetto, sulla viabilità stravolta dai lavori in corso, sui cantieri nelle zone più frequentate. «Cagliari si presenta con transenne e posidonia, ormai la brutta figura non è più solo un rischio ma una certezza», tuona Giuseppe Farris, consigliere di minoranza (CiviCa 2024). «Le immagini della Prima Fermata ricoperta di “alghe” sono un colpo all’immagine di Cagliari», gli fa eco Fausto Mura, presidente di Federalberghi Sud Sardegna. L’America’s Cup approda in città e porta con se una scia si polemiche. «Cagliari si mostrerà all’altezza della propria fama nell’ospitare manifestazione di questo livello anche sul piano della ricettività e della promozione della propria attrattività turistica e ambientale», rassicura l’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta.
Il difficile equilibrio
Le immagini della posidonia alla Prima riaccendono il dibattito già esploso negli scorsi giorni. Se da una parte biologi, ambientalisti e amministrazione comunale ricordano che rappresenta una protezione naturale contro l’erosione costiera (ed è per questo motivo che il Comune non la tocca), dall’altra molti imprenditori del settore turistico sostengono che il suo accumulo, soprattutto nei giorni in cui Cagliari sarà sotto i riflettori del mondo, rischi di compromettere l’immagine della città. «Il Comune di Quartu si è attrezzato e, nel rispetto dell’ambiente, ha iniziato a spostarla», dice Mura. «Cagliari invece decide di lasciarla lì, offrendo un’immagine totalmente negativa della città», aggiunge.
Critico anche Giuseppe Farris: «Cagliari si sarebbe dovuta presentare all’appuntamento dell’America Cup con il vestito buono: via Roma ordinata, il collegamento porto-centro funzionante, il Poetto curato, una una regia chiara e una città pronta ad accogliere visitatori, crocieristi e stampa internazionale. Invece ci presentiamo con i cantieri scoperti, gli attraversamenti complicati i turisti che faticano a raggiungere il centro, il Comune che rincorre le decisioni di altri enti e ancora la posidonia sul Poetto. Non è il dettaglio estetico», dice ancora Farris, «è il segno di una città non governata, il problema non è tanto l’America’s Cup, il problema è che Cagliari ospita un evento internazionale come se fosse una sagra organizzata all'ultimo minuto. E quando una città non programma, non coordina, non controlla il proprio territorio, la vetrina internazionale diventa una lente di ingrandimento sui suoi limiti. Dovevamo mostrare al mondo la bellezza di Cagliari, rischiamo di mostrare soprattutto le transenne, le alghe e l'improvvisazione».
Di avviso diverso Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confocommercio Sud Sardegna: «Cagliari è pronta per questo evento mondiale», dice. «Ci sono criticità? Sì, è vero, ma non mettono in discussione la preparazione della città. In questo momento c’è anche un tema ambientale e se gli esperti suggeriscono di non spostare la posidonia proviamo a spiegare ai turisti e ai tanti che arriveranno a Cagliari la prossima settimana che quello che si vede al Poetto è un fenomeno naturale»
La scelta del Comune
Il Comune respinge però le accuse e difende le proprie scelte. E sottolinea come la gestione della posidonia non possa essere affrontata esclusivamente con criteri estetici. «Ricordiamo che la posidonia non è un rifiuto ma una risorsa naturale che svolge il ruolo fondamentale di trattenere la sabbia e di ridurre l'erosione della stessa», afferma l’assessora all’Ambiente Luisa Giua Marassi. «In particolare lo è per la parte di spiaggia della Prima fermata che rappresenta una delle aree più vulnerabili del Poetto dal punto di vista erosivo, caratterizzata anche dall’essere esposta alle mareggiate di scirocco, dalla presenza di infrastrutture e di pressione antropica. La posidonia», dice ancora, «permette che la spiaggia si ripristini naturalmente senza alcun apporto esterno di sabbia». Non solo. «A partire da stanotte, inizierà un forte vento di maestrale che proseguirà per alcuni giorni e che, verosimilmente, provvederà in maniera naturale all'eventuale spargimento della posidonia e al ripristino della spiaggia».
L’obiezione che gli albergatori muovono è che Quartu, pur rispettando l’ambiente, abbia deciso di rimuoverla e Cagliari no. «Non valgono i paragoni con altre spiagge che hanno caratteristiche geomorfologiche completamente diverse dal nostro tratto di spiaggia, con cumuli molto importanti e aree di arenile molto più ampie», spiega ancora l’assessora. «La rimozione meccanica della posidonia rischierebbe di rendere la spiaggia insufficiente alla fruizione turistica della stessa, soprattutto con riferimento al posizionamento di lettini e ombrelloni. In ogni caso», conclude l’assessora, «la posizione del Comune di Cagliari è in linea con gli orientamenti della comunità scientifica e con le linee guida nazionali e regionali in materia».
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