Assemini. «La Coppa mi ha ferito come ha ferito tutti, ma non deve confonderci, l’anno scorso col Frosinone abbiamo giocato peggio e abbiamo passato il turno». Testa alta e testa all’obiettivo. Fabio Pisacane va oltre il risultato di giovedì col Verona e chiede alla squadra una risposta forte contro il Lecce, in uno scontro diretto che sa già di salvezza anche se è solo la terza giornata di campionato. «Il pessimismo non serve e certe valutazioni sono premature, siamo solo all’inizio», ricorda l’allenatore del Cagliari che sfida stasera proprio la squadra con la quale aveva chiuso la carriera da difensore. «È una gara importante e vogliamo conquistare un risultato importante». Tutto il resto è contorno, compresa la sfida nella sfida con Di Francesco, suo allenatore proprio nell’Isola e col quale non ci fu un rapporto idilliaco, anzi.
Il furore
Il Cagliari dovrà essere bravo a gestire la serata in tutte le sue sfaccettature. «La partita avrà più partite al suo interno. La lettura dei momenti farà, dunque, la differenza», sottolinea Pisacane, che chiede così ai rossoblù un’attenzione quasi maniacale sia in fase offensiva che nell’interdizione. Non è un problema di furore, chiarisce il tecnico napoletano. «Il furore è nel dna del Cagliari, non avremmo fatto quello che abbiamo fatto l’anno scorso, altrimenti». Che Lecce si aspetta? «Un Lecce accorto che sa bene l’importanza della partita. E quanto potrebbe pesare una sconfitta, sia per noi che per loro».
All’attacco
Senza Carlos e Nzola, nel cuore dell’attacco Pisacane si affida ancora a Mendy da cui si aspetta lo step decisivo: «Se l’anno scorso non aveva nulla da perdere e aveva tutto da guadagnare, le responsabilità si alzano per lui, ancora di più ora che siamo contati davanti». A proposito dell’angolano, invece: «Ci ha detto di essere convinto che la sua storia in Italia non è finita e io sono convinto che questa storia la scriverà proprio con il Cagliari». Sulla cessione di Borrelli in Turchia, addirittura il giorno dopo la chiusura del mercato in Italia, l’allenatore del Cagliari poi rivela: «Gennaro è un ragazzo eccezionale che l’anno scorso ha fatto cose egregie, 5 gol in Serie A non sono banali. Durante il mercato è venuto nel mio ufficio e mi ha chiesto se era lui il titolare che cercavo. Gli ho detto che era una delle frecce nell’arco e che cercavamo anche qualcos’altro che ci potesse dare di più viste le carenze dell’attacco in generale l’anno scorso. Aveva alzato le sue aspettative e per le sue esigenze personali, abbiamo deciso di accontentarlo in questa sua nuova sfida».
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