L’evento.

Ora Casa Sciola riapre le sue porte «Pinuccio è qui» 

Oggi alle 21 a “Sant’Arte” il concerto di Mario Venuti 

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A dieci anni dalla scomparsa di Pinuccio Sciola, la sua casa natale di San Sperate riapre al pubblico per la prima volta grazie al lavoro della Fondazione Sciola. Un’apertura straordinaria che trova spazio nella programmazione di “Sant'Arte”, il festival di arti visive e figurative arrivato alla sua nona edizione e che si chiuderà stasera: alle 17.30 il Giardino Sonoro ospiterà il talk “Tra Sardegna e Giappone: de-sign tra cielo, terra, suono e ascolto” e, alle 21, il concerto di Mario Venuti.

Il taglio del nastro

L'inaugurazione della Casa Museo Sciola è stata l’occasione per riaprire le porte di quella casa che, fino alla scomparsa dell'artista, non è mai stata chiusa e per rivivere quello spirito di convivialità che tanto la contraddistingue. La serata, arricchita dai racconti e dagli aneddoti di chi quella casa l'ha vissuta, come i figli Tomaso e Maria Sciola, la moglie Susanna o il poeta e amico Nino Landis, ha permesso ai tanti visitatori di rivivere l'atmosfera familiare e creativa che Pinuccio ha lasciato.

Il progetto

Un progetto nato due anni fa grazie alla Fondazione Sciola con l'intento di rendere la casa disponibile a tutti: «Un anno fa, dopo aver ottenuto i finanziamenti della Regione Sardegna, insieme all'architetta Paola Mura abbiamo iniziato il lavoro di studio e di recupero necessario per poter riaprire la casa, trasformandola in un museo ma conservando al contempo la sua natura di luogo di condivisione. Il nostro obiettivo è quello di creare un laboratorio attivo, uno spazio di accoglienza che speriamo possa nuovamente diventare una fucina culturale», ha spiegato Tomaso Sciola, vice-presidente della Fondazione e direttore organizzativo del festival. La riapertura straordinaria non è dunque sinonimo di un progetto compiuto ma rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio. La premessa, come chiarito dall'architetta Paola Mura cui è affidato il recupero dell'abitazione, è che debba essere il museo ad adattarsi alla casa. Intento raggiunto attraverso la conservazione di oggetti, superfici e tracce di lavoro, che restituiscono agli spazi la loro autenticità originaria, grazie anche alla scelta di valorizzare le opere che Sciola aveva sistemato. «Il nostro progetto non mira alla realizzazione di un museo: vogliamo che la casa trasmetta l'energia che Sciola ci ha tramandato, quell'energia in grado di coinvolgere le persone». Tra i tanti visitatori anche padre Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero per la cultura del Vaticano, che ha sottolineato l'importanza della capacità dell’artista di creare relazioni, non solo con le persone ma anche con una materia come la pietra. Mai, nelle sue mani, dura e chiusa.

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