Il grazie per il lavoro dei primi due anni di Alessandra Todde e l’ambizione di tagliare il nastro anche tra 25 anni arriva dal leader Giuseppe Conte che si unisce all’applauso dei 400 tra coordinatori e referenti territoriali, consiglieri regionali, parlamentari, sindaci e amministratori 5Stelle riuniti al teatro “Garau” di Oristano. Nei 45 minuti sul palco Conte non ha detto una parola sul “Campo largo”, solo un accenno per ribadire la volontà di non mollare sui punti “non negoziabili”: politica estera, economia, finanze, solidarietà, autorevolezza. Non battere la destra per batterla qualunque siano i programmi ma batterla per rifare l’Italia.
L’attacco
Giuseppe Conte è stato duro con il governo di Giorgia Meloni, in mezz’ora ha radiografato i malanni che sarebbero i mali del Paese. «I decretini non servono a nulla, abbiamo un governo incapace e i danni li paghiamo noi, li pagano i cittadini, li stanno pagando le famiglie e le imprese. In questi quattro anni non c’è uno straccio di piano industriale che aiuti l’industria manifatturiera in grave difficoltà. Non solo soffriamo la concorrenza della Cina ma adesso anche dei Paesi dell’Est. Obiettivamente non siamo più competitivi». Come uscirne? «Dobbiamo guardare più avanti, all’innovazione tecnologica e anticiparla. Per questo abbiamo riservato due edizioni all’intelligenza artificiale». Secondo Conte l’AI e la robotica porteranno verso un futuro «in cui si lavorerà sempre meno, i lavori tradizionali spariranno, quella mano d’opera non servirà più se non in alcuni settori come l’artigianato e altri di pregio artistico». Un viaggio suggestivo ma anche pieno di incognite. Giuseppe Conte propone la soluzione: «Bisogna lavorare per formare e riqualificare come sta facendo Alessandra Todde».
I fondi e la Giunta
Ok, dove trovare i soldi? «Dai 13 miliardi e mezzo buttati nel ponte sullo Stretto. Pensate 13 miliardi e mezzo investiti nel capitale umano per intercettare il futuro e evitare che i nostri giovani vadano all’estero, per riqualificare tante professioni destinate a scomparire». Giorgia Meloni però presenta record sull’occupazione. «Record che non esistono, un occupato su quattro prende meno di 1000 euro al mese. L’aumento degli occupati è solo degli over 50 e di chi va in pensione per arrotondare». La realtà secondo il presidente 5Stelle sarebbe diversa. «Se non avessimo noi trovato i 209 miliardi del Pnrr saremmo stati in recessione, sono stati così scostumati e non ci hanno mai detto grazie». Il modello Sardegna disegnato dalla Giunta Todde funziona: «Continuate così, programmate, alle persone spiegate che sulle rinnovabili va data assoluta priorità all’ambiente e al paesaggio che restano fondamentali per la politica del Movimento». Industria delle armi, altro tema che riguarda la Sardegna. «Essere pacifisti come lo siamo non significa essere antimilitaristi, lo strumento militare è nella Costituzione mai per offesa». Difesa a tutto campo di Todde e attacco duro alla destra della Meloni. «Comportamenti vigliacchi e vergognosi come possono venire da questo governo francamente anche andando con la memoria ai libri di scuola non ne trovo». Saluti, abbracci e standing ovation.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
