Falconi (Anci): piena disponibilità, il problema non è dare ospitalità ma trovare chi voglia trasferirsi nei nostri paesi

Todde ai sindaci: trovate alloggi per i medici 

Lettera-appello della presidente ai Comuni in vista dell’apertura delle case di comunità 

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Un appello ai primi cittadini della Sardegna per trovare alloggi ai medici che andranno a lavorare nelle nuove strutture pronte a decollare. La presidente della Regione e assessora alla Sanità Alessandra Todde ha scritto ai sindaci chiedendo «collaborazione e sensibilità».

Dato «il percorso di rafforzamento dell’assistenza territoriale», con l’attivazione delle case e degli ospedali di comunità – «presidi fondamentali per garantire ai cittadini servizi sanitari di prossimità, continuità assistenziale e una presa in carico integrata dei bisogni di salute» – è «essenziale assicurarne la piena operatività. anche mediante un adeguato supporto logistico ai medici di medicina generale e agli operatori».

Incentivi vari

Insomma, in una fase delicata, e con tutte le difficoltà legate al reclutamento dei camici bianchi – nell’ultimo bando, su 496 sedi carenti le assegnazioni finali, nonostante i sostanziosi incentivi economici, sono state appena 41 – si devono tentare tutte le strade per scongiurare il rischio, denunciato dai sindacati, di aprire solo “scatole vuote”. Così, si invitano gli amministratori comunali a «individuare soluzioni temporanee di ospitalità per i professionisti». Perché, «garantire condizioni di accoglienza adeguate rappresenta un elemento decisivo per favore una presenza stabile» di dottori – spiega la governatrice.

Le soluzioni

Daniela Falconi, presidente dell’Anci, sottolinea: «Noi siamo più che disponibili, ci mancherebbe. Il problema nei nostri paesi dell’interno non è certo quello di trovare una casa ai medici, il problema è trovare i medici che vengano ad abitarci e a svolgere la loro attività. A Fonni, ad esempio, da tempo abbiamo messo a disposizione della Asl un locale, che viene utilizzato gratuitamente come ambulatorio dai medici di medicina generale che accettano di venire. Purtroppo questo non cambia la situazione drammatica in cui viviamo, non ci sono persone disposte a trasferirsi. Credo che sia necessario ragionare su altre soluzioni, ad esempio modificando la legislazione, rendendola più favorevole alla possibilità di far conciliare famiglia e lavoro ai giovani medici».

La sfida

Interviene Ignazio Locci, presidente del Cal: «Quando, anni fa, le autonomie locali hanno avanzato proposte simili alle richieste fatte dalla presidente Todde, non sempre l'ambiente, soprattutto quello dei medici, le ha valutate positivamente. Credo che oggi sia giusto raccogliere la sfida. Per esempio, se per far funzionare la casa della comunità di Sant'Antioco fosse necessario mettere a disposizione alloggi, l'amministrazione comunale sarà disponibile a collaborare. Ovviamente, siano le aziende sanitarie a fare le richieste e ad avviare il dialogo con gli enti locali. Però, le istituzioni regionali e sanitarie non dimentichino che spetta a loro mettere in atto le giuste azioni per incentivare l'arrivo di nuovi medici nelle “zone disagiate”. Non credo che mettere a disposizione gli alloggi sia una strategia che da sola possa risolvere il problema».

Il piano

Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha approvato la rimodulazione del Piano operativo regionale della Missione 6 Salute del Pnrr, per garantire il pieno raggiungimento dei target europei sulla sanità territoriale. Il provvedimento rafforza la rete di case e ospedali di comunità attraverso rimodulazioni, overbooking e utilizzo di strutture esistenti, «con l’obiettivo di aumentare servizi e posti letto post-acuzie. La Regione punta così a superare una logica esclusivamente cantieristica, favorendo l’integrazione tra ospedale e territorio».

Con il nuovo piano, la Sardegna avrà 76 case della comunità sul territorio regionale, alcune “hub”, cioè aperte h24 sette giorni su sette, per bacini d’utenza più ampi, con servizi specialistici e assistenza medica e infermieristica, altre “spoke”, più piccole, funzionanti 12 ore al giorno dal lunedì al sabato.

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