Mai prendere casa a fianco a quella di un sardo, peggio di una sarda, se si vive all’estero: perché insisterà fino alla morte finché non si ammetterà che la Sardegna è l’isola più bella d’Italia, senza esclusioni. Maria Grazia Basciu, emigrata come lui nello Stato di New York però da Senorbì, è talmente testarda che l’ha fatto (assillarlo con la nostra regione) quando è diventata amica di un siculo-americano. E il povero Vito Bacarella alla fine (dopo un primo sopralluogo 13 anni fa, che lo ha lasciato entusiasta) è crollato: «Lo ammetto, la Sardegna è più bella della mia Sicilia, dove pure sono nato». Ieri si è sposato a Casa Ruda di Suelli con l’assistente di volo Laura Ackmann (di Minneapolis, nel Minnesota), portandosi dietro dagli Usa i tre figli ormai adulti (frutto di un precedente matrimonio) e una settantina di invitati, sommati a una ventina di sardi e a un toscano.
Amore e arte
Durante la cerimonia per il «sì» alle 16, la sposa è stata ritratta su tela dal celebre pittore Giorgio Casu, di San Gavino, amico degli sposi: le sue opere, per capirsi, sono costantemente sui megaschermi a Times Square, a New York City. Poi il ricevimento sempre a Suelli e oggi tutti in carovana a La Maddalena per un’escursione nell’arcipelago a bordo di due barche a vela, noleggiate dagli sposi. I quali sì, avranno come tutti i loro problemi, ma pare non quello della povertà: infatti hanno messo su casa anche a Foxi, nel litorale di Quartu, dove intendono trascorrere sei mesi l’anno, evidentemente nella bella stagione. Bacarella ci pensava da anni, la futura moglie era contraria ma poi, una volta, non l’ha lasciato solo nella trasferta sarda ed è arrivata pure lei. Dopo l’amore, a quel punto, è sbocciato anche l’accordo: «Sì, viviamo qui». Ci sono gli affari da seguire negli Usa, e a quelli saranno dedicati i sei mesi l’anno (nella brutta stagione) che trascorreranno negli States.
Assedio sardo
Basciu, la vicina di casa dello sposo nello Stato di New York che chiede invano di non essere citata, ha mostrato di essere una maestra nella tattica dell’assedio: prima ha incoraggiato l’architetto 69enne e la hostess di American Airlines (che ne ha trenta di meno) a fare coppia. Fermi lì, neutralizziamo subito le facili cattiverie: l’architetto siciliano è decisamente benestante, ma sua moglie ancor di più, di famiglia. La hostess, la fa solo per passione. Eretto il doveroso scudo anti-maligni, la narrazione può continuare. Il sopralluogo ha fatto innamorare della Sardegna l’architetto, tredici anni fa, così ha deciso di farla conoscere anche a Miss Ackmann, ora Missis Bacarella. Per entrambi, gli innamoramenti sono così diventati due e laddove nemmeno la Sicilia vi era riuscita, ora lo sposo ha chiesto e ottenuto anche la cittadinanza italiana, persa quand’era ragazzino. Lei, la mediocampidanese regista di quest’unione, ha bombardato di annunci di case in vendita nella zona di Cagliari l’architetto e la sua, all’epoca, quasi signora. È finita che hanno acquistato a Foxi, nel litorale quartese. Di un’attività di promozione così, neanche i Preliminari di Coppa America a Cagliari sono stati capaci.
La gioia
«Mi hanno presentato tante persone, qui», commenta ora lo sposo in un assai corretto italiano con chiaro accento americano, «e tutti mi hanno fatto sentire a casa. Così, dopo averlo fatto per la Sardegna, ora mi sono innamorato anche dei sardi. Sognavo da tempo di tornare in Italia, avrei immaginato in Sicilia, ma ora sono felice di essere qui». Prima della cerimonia celebrata ieri da un’amica a Suelli (curioso: non era Maria Grazia Basciu) piena di sentimento ma simbolica, perché le nozze formali e quindi legalmente valide sono avvenute nello Stato di New York, la coppia siculo-americano-sarda ha organizzato una fortunata festicciola in un baretto del Poetto. Non finiva mai: nessuno degli invitati americani voleva andarsene, compreso l’architetto Bacarella. E più di lui la moglie del Minnesota, ormai provincia di Cagliari.
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