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«Ora Cagliari cambia passo, più severità nei controlli» 

L’assessora Giua Marassi ammette le criticità e difende il porta a porta 

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Il paradosso: Cagliari è ai vertici nazionali per la raccolta differenziata ma continua a fare i conti con l’incivilità di chi crea discariche abusive. Due facce della stessa città. E mentre il nuovo appalto entra nella fase di transizione, l’assessora all’Ecologia urbana Luisa Giua Marassi difende il porta a porta, annuncia una stretta sui controlli e promette una svolta nella pulizia delle strade. Ma avverte: «Il Comune pulisce continuamente ciò che gli incivili sporcano».

Assessora, Cagliari è una città virtuosa nella gestione dei rifiuti?

«Sulla differenziata siamo un’eccellenza nazionale. L’ultimo rapporto Istat ci assegna il 75,9%, contro una media nazionale del 67,7%. Nel 2017 eravamo attorno al 25%. È un risultato storico, ma dobbiamo ridurre la produzione di rifiuti, migliorare la raccolta e contrastare gli abbandoni».

Il porta a porta continua a dividere i cittadini.

«Il porta a porta funziona. È il motore del nostro 75% di differenziata. Ogni volta che proviamo ad allentare il metodo, i risultati peggiorano sensibilmente. Questo non significa che sia intoccabile. Abbiamo già un sistema integrato con ecocentri, isole ecologiche, corriere per le attività commerciali e centro del riuso».

Eppure in tante strade si moltiplicano sacchetti e discariche. È solo colpa degli incivili o anche del servizio?

«Ritardi e disservizi possono capitare e devono essere risolti nei tempi contrattuali. Ma gli abbandoni sono violazioni delle regole. C’è chi sporca perché tanto qualcuno pulisce e chi non comprende il danno ambientale che provoca. Sulle difficoltà del conferimento non ci sono scuse. La legge si rispetta sempre, non a metà».

Le isole ecologiche, come sostengono molti esponenti delle opposizioni in Consiglio, potrebbero rappresentare un’alternativa?

«Abbiamo riscontrato diverse criticità. Spesso la differenziazione non viene rispettata e queste strutture attirano abbandoni. Per questo abbiamo deciso di eliminarle gradualmente. Restano possibili sperimentazioni e progetti integrati, come quello previsto a Is Mirrionis. Servono anche più ecocentri: oggi ne abbiamo due, dovrebbero essere almeno quattro».

I cagliaritani lamentano anche marciapiedi sporchi e cestini stracolmi. Siete soddisfatti dello spazzamento?

«No. Abbiamo già introdotto lavaggi ad acqua nel centro storico e ulteriori interventi diurni. Con il nuovo appalto lo spazzamento sarà intensificato, i cestini verranno svuotati quotidianamente, in alcune zone anche due volte al giorno. I lavaggi dei marciapiedi diventeranno ordinari. Ma senza senso civico nessuna pulizia sarà mai sufficiente».

Nel 2026 la Polizia locale ha contestato oltre 500 violazioni. Servono più multe o più agenti?

«Abbiamo bisogno di più agenti e tecnici sul territorio. Stiamo rafforzando la Sezione di ecologia urbana, intensificando controlli e appostamenti. L’incrocio dei dati e le segnalazioni dei cittadini rendono gli interventi più mirati. Le sanzioni da mille a tremila euro hanno un effetto deterrente. Ma la vera soluzione resta il rispetto della città».

La Tari pesa sulle famiglie: non si può ridurre?

«Il servizio ha un costo elevato, ma comprende prestazioni che altrove si pagano separatamente, come il ritiro illimitato degli ingombranti a domicilio. Per due anni consecutivi siamo riusciti a ridurre la Tari per le utenze domestiche. Possiamo fare meglio riducendo l’indifferenziato, contrastando l’evasione e perfezionando la tariffazione puntuale».

Dal primo ottobre è partito il nuovo appalto, quando vedremo i cambiamenti?

«Dal primo maggio 2027 inizieranno concretamente i nuovi servizi. Stiamo attraversando una transizione difficile ma necessaria e chiediamo pazienza e fiducia. Prima ci sarà il censimento delle utenze, poi la distribuzione dei nuovi mastelli, più robusti e dotati di sistemi di tracciatura moderni. Arriveranno lavaggi ordinari, più spazzamento, cestini svuotati più frequentemente, un sistema informatico più efficiente e campagne di sensibilizzazione. Ma la cooperazione dei cittadini sarà fondamentale».

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