Nuoro.

Operatori sulle barricate 

Il portavoce Mattu: no al passaggio al Consorzio provinciale 

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Un’assemblea convocata in tutta fretta, per il 10 aprile alle 18.30, negli spazi del Cesp Lariso di Pratosardo. «Non c’è tempo da perdere, ne va del nostro futuro», premette Peppe Mattu, storico imprenditore di Nuoro. «Si rincorrono delle voci che non ci piacciono, ci sono troppe perplessità sulla nostra zona industriale. La posizione degli operatori è chiara: il controllo dell’area deve essere dato al Comune, perché noi vogliamo rapportarci con gli amministratori che abbiamo votato. Che benefici potrebbe dare un ente esterno come il Consorzio industriale provinciale che ha zero feeling con la città? Ci vogliamo rendere conto che Pratosardo è il secondo “distributore” di buste paga dopo la Asl?».

Barricate

Gli operatori portano avanti una linea condivisa. «Qualsiasi ipotesi di delega al Consorzio industriale provinciale non solo contraddice l’indicazione primaria della legge regionale, ma rappresenta una rinuncia volontaria alla sovranità economica del Comune di Nuoro su un asset che produce il maggior gettito e occupazione del circondario», ribadiscono gli operatori. Matttu indossa i panni del portavoce: «Mi sono preso la briga di dare uno sguardo alle visure camerali, ovvero agli ultimi bilanci delle società di capitali operanti a Pratosardo. I dati sono eloquenti: le prime 60 aziende che insistono sulla zona industriale garantiscono oltre 240 milioni di euro di fatturato. A questo va aggiunto tutto quello prodotto dalle società di persone e dalle aziende singole: artigianali e commerciali».

Risposte cercansi

I numeri rafforzano l’approccio degli operatori. «Ci preme sottolineare soprattutto un aspetto: stiamo portando avanti gli interessi della città, non i nostri come qualcuno potrebbe pensare», puntualizza Mattu. «Qualche euro di imposte lo paghiamo. Contribuiamo tantissimo ma dalla città non abbiamo avuto le stesse attenzioni di altri». Conclude: «Non chiediamo un ritorno alla gestione diretta comunale, spesso lenta e poco organizzata, ma invochiamo la creazione di un “soggetto gestore terzo” basato su tre pilastri: regia comunale, partecipazione attiva delle imprese ed efficienza operativa».

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