Monserrato.

Omicidio Mocci, il quarto uomo dal giudice 

Oggi l’interrogatorio di Nicholas Minio: secondo i pm è coinvolto nel delitto 

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Si terrà questa mattina l’interrogatorio di garanzia di Nicholas Minio, sospettato di concorso in rapina aggravata e dell’omicidio volontario di Leonardo Mocci, il 24enne di Villacidro freddato in piazza Settimio Severo, a Monserrato, lo scorso 23 marzo con un colpo di pistola al cuore.

L’accusa

Per i pubblici ministeri Enrico Lussu e Diana Lecca il 22enne monserratino potrebbe essere il quarto complice della banda che avrebbe organizzato una trappola alla vittima e ad un amico, fingendo di voler vendere loro della droga (3 chili di hascisc a 10mila euro), ma con l’intenzione di rapinarli. Durante l’aggressione un colpo di pistola ha colpito a morte il 24enne, sceso dall’auto per andare in auto dell’amico.

L’interrogatorio

Difeso dall’avvocato Roberto Peara, il quarto giovane finito in carcere su ordine del Gip potrebbe rispondere alle domande della giudice Claudia Sechi oppure avvalersi della facoltà di non rispondere. Prima di lui erano stati arrestati, sempre accusati di rapina e omicidio, i fratelli Gianmarco e Filippo Tunis (23 e 19 anni, di Pirri) e il 22enne quartese Daniel Campus, colui che avrebbe attirato Mocci e l’amico nella trappola con la scusa della vendita dell’hascisc. Quest’ultimo – stando ai testimoni – non avrebbe fatto parte del gruppo dei tre “incappucciati” che hanno aggredito i due ragazzi, dunque i carabinieri del Nucleo investigativo di Cagliari hanno lavorato a lungo per identificare i presunti autori che, a questo punto, sarebbero i fratelli Tunis e Minio. Ora gli investigatori stanno cercando di capire chi dei tra potrebbe aver sparato.

I gravi indizi

Nel frattempo dall’inchiesta emergono anche le intercettazioni utilizzate dalla Procura per stringere il cerchio nei confronti del quarto presunto complice. Uno dei tre già arrestati, Daniel Campus, sarebbe stato ascoltato dai carabinieri del Nucleo investigativo – coordinati dal colonnello Daniele Credidio ed Enrico Santurri – mentre parlava con un familiare, subito dopo l’arresto: avrebbe raccontato di aver chiamato uno dei testimoni con la scusa di chiedergli una cartina per le sigarette, ma dicendogli in realtà di non rivelare il nome di Nicholas Minio, il terzo complice. Messi sulle tracce del giovane monserratino (che tutti i ragazzi del gruppo pare chiamassero Minions) è poi stato trovato il suo Dna in una delle cicche di sigaretta recuperate dai Ris dell’Arma sul luogo del delitto.

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