Verso il voto.

«Noi il cambiamento, costruiremo una città che guarda al futuro» 

Le idee e i progetti di Marco Porcu sostenuto da 6 liste di centrodestra 

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La sua è una corsa elettorale a tutti gli effetti. Scelto quasi all’ultimo dal suo partito - FdI - e incoronato dal centrodestra a inizio aprile come candidato sindaco - sostenuto da 6 liste - in sfida contro l’uscente Graziano Milia e l’outsider Roberto Matta. Da allora per Marco Porcu, 37 anni, avvocato, ex assessore regionale all’Ambiente, passeggia in giro per la città, stringe mani, ascolta richieste e lamentele fra un caffè e l’altro.

Quanti chilometri ha percorso in queste settimane?

«Centinaia, ho perso il conto. I quartesi mi chiedono manutenzione di strade e marciapiedi e più cura delle aree verdi. Lamentano la mancata gestione dell’ordinario, e proprio da questo bisogna ripartire».

Il quartiere messo peggio?

«Il litorale in generale. Ci sono strade che sono un vero e proprio film di guerra. Ma lo stesso discorso vale anche per alcune vie del centro».

Alla fine Udc e Psd’Az non sono in coalizione.

«Hanno deciso di sostenere Milia, scelta legittima ma che non condivido. Evidentemente abbiamo ridisegnato il perimetro del centrodestra. Sulla decisione dell’Udc di andare col centrosinistra mi sono confrontato con la premier, Giorgia Meloni, vediamo per le Politiche cosa succederà».

Quanto pensa di conoscere la città?

«Sono cresciuto a Quartu e tuttora ci abito. Qui ho fatto sport e studiato, a parte l’Università che per ovvi motivi ho frequentato a Cagliari. La città la conosco bene, e ci tengo molto».

Il suo competitor Matta non la pensa così.

«Non ho bisogno di dimostrare niente a nessuno. Trovo però singolare si pensi che l’amore per la propria città si possa pesare in base al numero di post fatti su un social. Mi chiedo invece quanto il mio avversario la conosca davvero, perché sentire via Colombo anziché viale la dice lunga sulla sua quartesità. Gli ricordo che Quartu non è solo il litorale».

Per lo sport cosa propone?

«La cosa più urgente è riaprire tutti gli impianti sportivi comunali. Non è pensabile che da anni le società di calcio giochino fuori città, così come meritano la giusta vetrina anche gli altri sport, compresa la vela».

Per il litorale?

«Avviare una strategia concreta per chiudere l’infinita partita dei piani di risanamento urbanistico. E poi c’è lo sviluppo del Poetto, una spiaggia che ha anche un’incredibile prospettiva di vita notturna sinora ignorata. Siamo una città di mare, dobbiamo sfruttare questo potenziale turistico, ovviamente con le dovute regole che garantiscano sicurezza e decoro».

Le priorità nel suo programma?

«Riqualificare il centro storico, partendo dal rilancio di via Porcu, piazza Azuni, e il mercato civico. E la trasformazione dell’ex 554 in viale urbano, con le tre rotatorie».

Giunta politica o tecnica?

«Un giusto bilanciamento. Non credo alle Giunte solo tecniche, poi si tratta di capire anche il peso delle liste. Una cosa è sicura: la mia idea è avere una squadra di assessori presenti sul territorio, a contatto con i cittadini, in linea con il dinamismo che mi contraddistingue».

Perché i quartesi dovrebbero darle fiducia?

«Perché Quartu ha bisogno di una nuova stagione politica, di lungo respiro stavolta: ci candidiamo per vincere con una prospettiva decennale. E con la voglia di costruire una città che guarda al futuro».

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