Il caso.

«Niente otorino, mio figlio rischia la vita» 

Lo sfogo della madre di un paziente in attesa dei tubicini salvavita 

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La vita di Andrea Argiolas, 41 anni, è appesa a un filo. La scorta di tubicini per aspirare la saliva e non farlo soffocare, sta per finire e ordinarne altri, allo stato attuale, non è possibile.Compito che spetterebbe all’otorino dell’Asl in regime di assistenza domiciliare integrata (Adi), ma il medico è andato in pensione e nessuno l’ha sostituito. Così la mamma di Andrea, Tonina Contu, è costretta a un’altra battaglia – l’ennesima – per far sentire la voce di un figlio che non ha mai potuto parlare.

Grave rischio

Andrea è infatti affetto da encefalopatia metabolica 3 metil glutaconico aciduria. Unico caso in Sardegna, soltanto venti nel mondo. Non ha mai parlato, né camminato. Un giovane uomo con la mente e il corpo di un bambino, che ha bisogno costante di essere seguito dai genitori che devono lottare ogni volta per avere farmaci e presidi.Quello che sta accadendo adesso è gravissimo» dice Tonina Contu, «Andrea ha assoluto bisogno di quei tubicini per aspirare saliva e catarro sennò rischia di soffocare». Per questo motivo, «per tempo e per non ritrovarmi senza, sono andata all’Asl per richiedere la visita dell’otorino in Adi che è l’unico che può prescriverli. Ma mi sono sentita dire che il medico non c’è e che non c’è un sostituto. Abbiamo ancora solo due tubicini, dopo cosa faremo? Andrea senza l’aspirazione può morire soffocato».

Il problema riguarda anche tanti altri pazienti Adi che hanno bisogno di questi ausili medici come ad esempio i tracheotomizzati. «Purtroppo non c’è modo di rivolgerci a un otorino privato perché queste forniture arrivano solo dall’Asl in regime di Adi», aggiunge Contu, «ho inviato anche una mail all’assessorato regionale alla Sanità e stiamo ancora combattendo con questa vergogna. All’ufficio di via Turati ci hanno risposto che non potevano fare niente, quindi io, ma tutti gli altri pazienti come Andrea, non sappiamo più a chi rivolgerci».

La Regione

Intanto l’assessorato alla Sanità, dopo la mail di Tonina Contu, ha subito scritto all’Asl specificando che «quella che ci è stata descritta rappresenta una situazione per la quale si chiede cortesemente di procedere alle opportune verifiche, fornendo riscontro direttamente all’interessata e trasmettendo all’ufficio Urp gli elementi conoscitivi relativi all’esito degli accertamenti effettuati. Considerato il carattere d’urgenza della segnalazione, si chiede cortesemente di voler provvedere con la massima sollecitudine per poter fornire riscontro anche all’assessore».Tonina Contu, qualche tempo fa aveva dovuto lottare anche per avere un letto adatto, che poi le era stato donato dal farmacista Roberto Giglio.

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