L’anticipo/2.

Nessun dramma in casa Monastir dopo il ko «Giornata negativa, deve essere uno stimolo» 

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Monastir. Due sconfitte consecutive che non pregiudicano l’ottimo percorso stagionale. Nell’anticipo di sabato al Comunale il Monastir si è arreso di misura all’Ischia perdendo l’imbattibilità casalinga del 2026.

L’allenatore biancoblù Marcello Angheleddu fa autocritica: «Queste sconfitte fanno parte del percorso, siamo incappati in una giornata negativa. Probabilmente non sono riuscito a trasmettere ai ragazzi ciò che serviva per affrontare il tipo di sfida. A inizio primo tempo e nella ripresa siamo entrati in campo un po’ molli. Abbiamo concesso gol su una palla respinta e ribattuta in area. Stiamo lavorando per correggere quest’aspetto». Aloia e compagni sono rimasti a secco nelle ultime due sfide: «In attacco sta mancando la precisione. Abbiamo prodotto meno rispetto alla partita contro l’Atletico Lodigiani ma senza sfruttare alcune occasioni nitide. È mancata intensità e non siamo riusciti a vincere i singoli duelli. Deve servirci da stimolo per fare meglio nella prossima partita», prosegue il tecnico.

Il Monastir ha conquistato quaranta punti in ventisei giornate e può guardare con serenità al finale di stagione: «La salvezza rimane l’unico nostro obiettivo. Dobbiamo stare con i piedi per terra, ricordando da dove siamo partiti e gli ostacoli che abbiamo affrontato. Pensiamo a crescere e fare più punti possibili continuando a lavorare con ottimismo, ma anche con la delusione di non aver fatto abbastanza in questa partita».

Dopo la sosta Aloia e compagni saranno impegnati nelle trasferte contro Flaminia Civitacastellana e Scafatese: «Sono due partite importanti. Forse arrivarci dopo queste sconfitte non è il modo migliore però avremo lo stimolo di sfidare due corazzate. La pausa sarà terapeutica per ritrovare qualche giocatore al pieno della condizione. Dobbiamo ricompattarci e andare a giocarcela a viso aperto come abbiamo sempre fatto. I laziali hanno individualità fortissime per la categoria e puntano a obiettivi importanti», conclude Angheleddu.

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