La storia dei “gettonisti” e dei reparti “appaltati” alle agenzie interinali sta finendo male e non solo perché i contratti non sono più rinnovabili (a Olbia e Tempio nei Pronto Soccorso ci sono già dieci turni scoperti nel calendario di marzo). Mentre in Regione si cerca di tappare la falla del personale medico che dal 28 febbraio sta drammaticamente mancando, sottotraccia c’è un’inchiesta condotta dai Carabinieri del Nas di Sassari. I militari, con la massima discrezione, si stanno muovendo da tempo per verificare le credenziali degli specialisti che hanno lavorato negli ospedali del Nord Sardegna. Il personale del nucleo specializzato dell’Arma, stando a indiscrezioni, sta svolgendo attività di acquisizione e verifica delle schede dei medici “esterni” dei Pronto Soccorso. Si parla di accertamenti sulle autocertificazioni in possesso delle agenzie interinali che hanno “somministrato” i medici. Le verifiche riguarderebbero gli stessi titoli degli operatori sanitari (lauree, specializzazioni e tirocini, con particolare attenzione al curriculum nell’ambito specifico emergenza urgenza).
Abusi sulle pazienti
Sempre stando a indiscrezioni, si sarebbero già verificate situazioni imbarazzanti, con chiusura immediata dei rapporti di lavoro. La più clamorosa è quella di uno specialista campano (due ore di servizio a Tempio e poi l’allontanamento) ingaggiato nonostante un procedimento penale in corso per presunte gravissime condotte ai danni delle pazienti. Ma c’è anche il giallo di un medico, a quanto pare sudamericano, con qualifica di carpentiere. I testi sulle competenze specifiche avrebbero fatto emergere risultati imbarazzanti, alcuni “gettonisti” non avrebbero superato le prove alle quali vengono sottoposti i candidati alla qualifica di volontario del 118.
Controlli della Asl di Olbia
I Carabinieri del Nas avrebbero acquisito documenti a Olbia, Tempio e Ozieri. Va detto che la Asl di Olbia, con la direzione del commissario straordinario Ottaviano Contu, aveva già iniziato a mettere il naso nelle schede dei gettonisti. Negli uffici Asl sono stati passati al setaccio i profili del “gettonisti”, con verifiche complete, i cui esiti però sono riservati.
I nodi al pettine
Gli accertamenti riguardano operatori che spesso hanno conseguito lauree e specializzazioni in Stati che non fanno parte dell’Unione Europea e non sono semplici. Le verifiche sarebbero partite dopo segnalazioni interne e hanno portato già a qualche provvedimento dei dirigenti della Asl gallurese. Quando è stato allontanato lo specialista sotto processo per “atti intrusivi della privacy ai danni delle pazienti”, l’azienda sanitaria di Olbia ha spiegato: «Pur nel pieno rispetto del principio di presunzione d’innocenza, l’organizzazione dei servizi sanitari deve ispirarsi prima di tutto alla tutela e alla serenità dei pazienti e del personale». E infatti sono scattate verifiche anche sulla mancata valutazione del certificato penale del medico allontanato. Molti medici gettonisti hanno dato prova di professionalità e dedizione al lavoro negli ospedali del Nord dell’Isola. Alcuni avevano anche i titoli per “gestire” i codici maggiori e ora che i contratti stanno scadendo si comprende a pieno il valore del loro apporto. Ma c’è anche il problema delle modalità con le quali sono stati scelti e “arruolati” gli specialisti “esterni” forniti dalle agenzie interinali.
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