L’appello.

Motocarrozzella rotta, disabile disperato: «La Asl la sostituisca» 

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Le sue giornate erano scandite da impegni precisi: la sveglia la mattina presto, poi un saluto agli amici in piazza IV Novembre, quattro chiacchiere e via a fare la spesa. Da due mesi però le abitudini di Giovanni Perra, 69 anni, invalido al 100 per cento, sono cambiate: la sua vita ora è ristretta dentro le quattro mura della sua casa in via Sant’Antonio. Uscire è diventata un’impresa: tutta colpa dello scooter che la Asl gli ha fornito anni fa. «Ha le ruote divelte e si è troncato l’asse», racconta l’uomo: «Non cammina più».

«Io mi sposto solo con la motocarrozzella perché ho grandi difficoltà a camminare», spiega Perra: «Problemi cardiocircolatori mi hanno ostruito le arterie e ho un’invalidità del cento per cento». La motocarrozzella era essenziale: «Tra l’altro – precisa l’uomo – non mi avevano chiamato nemmeno per il collaudo».

Adesso, aggiunge, «non posso più andare a fare commissioni e sono segregato in casa. Quando vengono a prendermi gli amici riesco a scendere un po’ in piazza ma niente di più. Spero che questa situazione possa risolversi al più presto».

Per avvisare l’Asl del guasto, Perra ha prima telefonato poi inviato, tramite sua figlia, una e-mail: «Avevano risposto promettendo che avrebbero richiamato per farmi sapere, invece sono passati due mesi e ancora la motocarrozzella non è stata sostituita. Non solo: a mia figlia hanno anche detto che dovrei rifare tutte le visite e la trafila burocratica che già avevo fatto. Il mezzo, che non posso trasportare in nessun modo, è fermo nell’androne del condominio e disturba gli altri inquilini. Dovrebbero almeno venire a ritirarlo». (g. da.)

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