Quartu.

Muore dopo sei giorni di agonia: donati gli organi 

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Familiari e amici hanno pregato e sperato per sei giorni. Ma ieri il cuore di Riccardo Piras, 25 anni, ha smesso di battere: troppo gravi le ferite e lesioni riportate nell’incidente di lunedì scorso, in viale Colombo a Quartu. Il giovane era ricoverato in condizioni gravissime al Brotzu e i medici hanno fatto il possibile per evitare il tragico epilogo. Tutto inutile purtroppo. La famiglia ha dato l’autorizzazione al prelievo degli organi: un gesto di grande amore verso gli altri e che permetterà ad altre persone di vedere trasformata in meglio la loro vita.

Il dolore

Tantissimi i messaggi di cordoglio e vicinanza ai genitori del giovane e alla loro famiglia: Riccardo era figlio di Patrizia e Pino, uno dei sette fratelli Piras, che hanno scritto pagine importanti del calcio sardo, in particolare Gigi, ex Cagliari. Anche Riccardo amava il pallone, e ha vestito diverse maglie di squadre del Cagliaritano, tra le altre quelle di Quartu 2000 e Orione, e quest’anno del Maracalagonis, in Terza Categoria, allenata proprio da uno dei suoi zii, Aldo. Lavorava come guardia giurata al porto ma continuava a studiare ed era vicino alla laurea in Economia e Commercio: avrebbe dovuto discutere la tesi il prossimo luglio.

Lo schianto

Riccardo Piras era rimasto gravemente ferito nell’incidente avvenuto lunedì sera, attorno alle 21, in viale Colombo a Quartu. Era sul proprio scooter che si è scontrato, all’incrocio con via Madrid, con un’auto. L’urto è stato violentissimo e il giovane è finito rovinosamente sull’asflato. Immediato l’intervento di un’ambulanza del 118: i soccorritori hanno capito subito la gravità della situazione e il ragazzo è stato accompagnato d’urgenza in ospedale al Brotzu, con assegnato un codice rosso. Purtroppo il giovane non si è più ripreso, nonostante gli sforzi del personale medico. Ieri la morte che ha gettato nel dolore la grande famiglia Piras e i tantissimi amici e colleghi del ragazzo che hanno sperato fino all’ultimo in una ripresa di Riccardo. Nonostante la disperazione, i genitori del 25enne hanno deciso di autorizzare il prelievo degli organi. Il loro amato figlio vivrà così nel corpo di altre persone. Sui social tantissimi messaggi per ricordare un ragazzo «sempre sorridente» e buono. I colleghi della vigilanza hanno sperato fino all’ultimo che Riccardo si potesse riprendere: «Ogni giorno parliamo di te, ricordiamo le tue battute, la tua energia, il modo in cui riuscivi a rendere tutto più leggero anche nei momenti difficili. Il tuo posto è qui, tra noi, e non è stato dimenticato neanche per un istante».

Le indagini

Con la morte del giovane, l’inchiesta dei carabinieri della compagnia di Quartu sull’incidente è passata a omicidio stradale. I militari sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto una settimana fa e per accertare le responsabilità di quanto accaduto. Secondo le prime verifiche sembra che lo scooter sia finito contro un’auto pare impegnata in un’inversione di marcia. Sul posto oltre alle pattuglie dei carabinieri e al 118 erano intervenuti anche i vigili del fuoco.

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