La storia.

«Finalmente a casa, grazie a tutti» 

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Sono a casa i due cittadini guspinesi che non riuscivano a tornare da Dubai a causa della situazione incerta dovuta alla guerra in Medio Oriente. Michele Floris, 48 anni, e suo padre Aldo, 80 anni, hanno rimesso i piedi in Sardegna sabato in tarda serata, ma aspettavano da giorni la mail della compagnia Emirates con la conferma del volo riprogrammato che, dalla capitale degli Emirati, li avrebbe riportati a Roma e poi subito in Sardegna.
I due tantissime volte si sono recati nei desk informativi dell’aeroporto emiratino, e altrettante quelle in cui sono dovuti ritornare in città perché il loro volo non era ancora previsto. Ad ogni modo, i Floris non smettono di definire Dubai «una delle città più sicure e tranquille, dove le persone stanno in giro e non si sente affatto un clima di guerra».

Sabato è il giorno della svolta, con finalmente l’Okay da parte della compagnia Emirates. «I voli dall'aeroporto principale di Dubai erano parzialmente ripresi già da lunedì scorso», dice Michele Floris. Quella che però doveva essere una gioia si è trasformata in uno spavento: con i due guspinesi già pronti sul volo per Roma, lo scalo di Dubai è stato chiuso temporaneamente dopo l'intercettazione aerea di un oggetto vicino all'aeroporto, durante la quale, secondo le fonti locali, si sarebbe notata anche una forte esplosione seguita da una nuvola di fumo. Ma fortunatamente l’allarme è durato poco e nel pomeriggio i due hanno potuto riprendere la “strada” per la capitale italiana.

Michele e Aldo Floris hanno raccontato la loro esperienza con una serie di video sui social a cadenza giornaliera, spesso ironici al punto di essersi guadagnati la simpatia di tantissime persone, che speravano insieme a loro in un rapido rientro a casa. Giornali e tv hanno seguito passo dopo passo la loro vicenda. Proprio nella serata di sabato, dal bus per l’imbarco sull’aereo che in nottata li ha riportati in Sardegna, padre e figlio lanciano l’ultimo episodio della loro “saga”: «Non abbiamo parole per ringraziarvi del supporto che ci avete dato. Essere lì con una situazione non bellissima ci ha però fatto capire che ci sono tante persone che ci vogliono bene».

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