Varese

Morta nello schianto, la denuncia dei figli 

Il frontale contro l’auto dell’uomo da cui si era separata lo scorso mese di giugno 

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La famiglia di Pierina Buffon, 69 anni, morta venerdì a Cassano Magnago, nel Varesotto, in uno scontro frontale tra la sua auto e quella guidata dell'ex compagno, Fulvio Ielmini, 73 anni, chiede che venga fatta piena luce sulla tragedia. «È stata inseguita dal suo ex che si è fatto giustizia da solo. È stata aspettata e anche seguita, come dimostrano i video che ho in tasca», ha detto al Tg3 Danny Ruocco, uno dei figli della donna. La relazione tra i due, durata otto anni, era terminata lo scorso giugno, dopo la decisione della donna di chiudere il rapporto. Secondo l'avvocato Cinzia Botta, legale della 69enne, l'uomo dopo la separazione avrebbe assunto comportamenti persecutori.

Minacce e litigi

La famiglia ha raccontato di minacce, litigi e pedinamenti. Ielmini è attualmente indagato per omicidio stradale ed è piantonato all'ospedale di Varese, dove si trova ricoverato dopo lo scontro. Gli accertamenti sulla dinamica dell'incidente sono ancora in corso. «Il mio assistito è in stato confusionale - ha spiegato l'avvocato Angelo Luini, legale dell'uomo - Al momento risponde di omicidio stradale ma siamo in attesa che il Pm completi gli atti. Sottolineo che l'iniziale ipotesi dell'incidente stradale causato da un malore al momento non è stata esclusa, occorre quindi fare attenzione».

La denuncia

«A fine luglio - ha detto l'avvocata Botta - avevamo già denunciato all'autorità giudiziaria i comportamenti del signor Ielmini. Proprio in questi giorni stavamo chiudendo la memoria da depositare in Procura affinché il titolo di reato a suo carico potesse essere definito». La legale conferma che la donna aveva segnalato presunti comportamenti persecutori da parte dell'ex. Elementi che dovranno essere verificati nell'ambito degli accertamenti e che ora assumono un rilievo particolare alla luce della morte della 69enne.

Dopo aver appreso la notizia della morte di Pierina, i figli hanno riferito agli inquirenti i precedenti e gli elementi in loro possesso. La famiglia vuole che venga ricostruito quanto accaduto, senza lasciare irrisolti gli interrogativi sulle settimane precedenti allo scontro. «Non voglio aggiungere dettagli perché l'indagine è in corso - ha detto Cinzia Botta – i figli vogliono arrivare in fondo alla vicenda e chiedono la verità sull'accaduto».

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