Roma. Il Milan mette un’ipoteca sul secondo posto vincendo, in extremis ma con merito, a Cremona e ponendosi sulla direttrice giusta per il derby del prossimo turno. Non sarà una grossa insidia per un’Inter a +10 e che ha smaltito le scorie del grave inciampo col Bodo regolando il Genoa col solito contributo di super Di Marco, ma la serie A ha una vincitrice ormai designata. Perde momentaneamente un’unità l’affollata corsa Champions. Mentre avanzano Napoli e Como, si ferma bruscamente l’unica superstite approdata agli ottavi di Champions, la lanciata Atalanta, che si fa imbrigliare da un Sassuolo di lusso che dribbla anche l’handicap di 75’ giocati in dieci per un rosso a Pinamonti. Un’impresa considerevole, che bissa il successo dell’andata costato il posto a Juric, perché gli emiliani si impongono 2-1 resistendo a un forcing continuo ma poco lucido dei lombardi.
Il cambio
D’Aversa porta la scossa giusta al Torino che si risveglia da un lungo letargo, supera senza problemi una Lazio in tono minore e si porta a +6 dalla zona salvezza. Decidono Simeone e Zapata. In zona retrocessione pesano i ko di Cremonese e Lecce e oggi la Fiorentina avrà l’occasione di allontanarsi dal terzultimo posto se farà punti con l’Udinese.
Il recupero
Forse è un misto tra caso e possibilità con cinque cambi di dare un’accelerata decisiva alla fine, ma sempre più spesso le squadre con un organico più forte riescono a forzare i risultati in zona recupero. Sabato è successo al Napoli con Lukaku, ieri al Milan che si porta a casa i tre punti al tramonto del match con Pavlovic e Leao. Una gara insidiosa quella del Milan perché la Cremonese, che a sorpresa l’aveva bastonata nella prima di campionato, si difende bene e si oppone con calma alla pressione dei rossoneri, molto imprecisi e che si divorano due gol con Leao. Ma alla fine Pavlovic, di spalla, trova il vantaggio e in contropiede arriva il raddoppio con Leao.
La sorpresa
Molto più emozionante il confronto tra Sassuolo e Atalanta. La squadra di Grosso rafforza l’ottavo posto con la terza vittoria di fila, stavolta con un’impressionante coefficiente di difficoltà. L’inizio è equilibrato poi a centrocampo Pinamonti entra sulla caviglia di Dijmsiti per un ineccepibile rosso diretto. Sembra l’inizio della fine, ma gli emiliani non si scompongono, trovano il vantaggio con Konè, lasciato colpevolmente solo a centro area. Poi ribattono alle azioni avvolgenti degli ospiti che trovano una difesa attenta e un super Muric in porta. La beffa per Palladino arriva nella ripresa col magnifico raddoppio di Thorstvedt. Gli attacchi diventano asfissianti, l’Atalanta colpisce il palo con un tiro di Samardzic deviato da Muric, poi arriva il gol della speranza di Musah. Ma è troppo tardi, i bergamaschi rischiano di perdere l’autobus Champions dopo una lunga rimonta.
Tra due squadre in crisi e con rapporti problematici della dirigenza col pubblico, è il Torino che prende una boccata d’ossigeno affossando una Lazio sempre più in difficoltà. Per salvare la stagione a Sarri rimane la semifinale di Coppa Italia in cui affronterà l’Atalanta.
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