Non solo un prodotto alimentare, ma un simbolo identitario e una risorsa economica da proteggere. Tra siccità, rincari e concorrenza del miele importato, l’apicoltura sarda cerca nuovi strumenti per difendere un settore che nell’Isola conta circa 45mila arnie e oltre cento operatori professionali. Da qui parte il progetto “Mieli di Sardegna: un patrimonio da valorizzare”, presentato ieri al Parco di Molentargius, con l’obiettivo di rafforzare identità, tracciabilità e competitività del prodotto sardo.
La strategia
L’iniziativa, promossa dal Parco Molentargius-Saline in collaborazione con Istrù Formazione e Sviluppo, finanziata con un milione di euro dalla Fondazione di Sardegna e dal Cagliari Calcio. Il progetto punta a valorizzare il miele sardo attraverso attività formative dedicate alla promozione della qualità e della riconoscibilità del prodotto.
«Le prospettive del comparto sono legate a un contesto internazionale sempre più complesso», spiega Davide Brisi, rappresentante del comitato promotore per il riconoscimento del miele di Sardegna Dop. «I costi per logistica ed energia sono aumentati, mentre cresce soprattutto il fenomeno della contraffazione dei prodotti». Un problema che rischia di penalizzare il miele locale di fronte ai prodotti importati a basso costo. «In Europa gran parte delle criticità riguarda miele proveniente dalla Cina», sottolinea Brisi.
Criticità
A pesare sul settore sono anche gli effetti del cambiamento climatico. «Anche quest’anno nel Sud Sardegna la stagione si presenta complessa, con campagne già secche», aggiunge Brisi. «Le api sono fondamentali: senza di loro avremmo un’estinzione agricola. Serve un sostegno concreto della Regione».
Le difficoltà riguardano anche la sostenibilità economica delle aziende. «La produzione per arnia è diminuita negli ultimi anni mentre i costi di gestione sono quasi decuplicati», spiega Angelo Cadelano, responsabile del settore apistico di Istrù. «Molti apicoltori sono costretti ad aumentare il numero di arnie per mantenere la redditività».
Il progetto prevede anche seminari e attività educative. «La presenza delle api è anche un indicatore della qualità ambientale», sottolinea Stefano Secci, presidente del Parco. «Valorizzare il miele significa valorizzare il territorio e le sue eccellenze».
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