Fino a 2500 euro ogni mese solo per pagare l’affitto di 30 metri quadri del box. Poi ci sono tutte le altre spese di gestione, dal commercialista al costo dell'energia elettrica, fino al “fuori orario”, «il balzello», così lo definiscono i concessionari del mercato ittico di viale La Plaia, che occorre pagare se si vuole scaricare al mercato il pesce dopo le 14.
A questo si aggiunge «una perdita di fatturato negli ultimi sei mesi fino al 70%», spiegano i concessionari, che ha generato un debito con il Comune in media tra i 10 e i 20mila euro (di canoni non pagati). Di fronte a una situazione generale di morosità, il Comune ha inviato ai concessionari lettere di sollecito di pagamento (entro due settimane) pena la possibilità di considerare la revoca della concessione. Una linea dura che preoccupa gli operatori, che temono che in questo modo si possa aggravare ulteriormente la crisi e compromettere un comparto che rappresenta una parte importante dell’economia locale.
Grido d’allarme
«È una situazione insostenibile. Così ci fanno chiudere», spiega Giancarlo Strazzera, storico operatore del mercato ittico. «Sono stati accumulati debiti con l’amministrazione perché dopo tutto quello che è accaduto negli ultimi sei mesi», l’allungamento del fermo biologico, il maltempo che ha limitato la pesca, etc, «non abbiamo avuto la possibilità di pagare», aggiunge. «Morosità incolpevole», la definisce Edoardo Tocco, capogruppo di FI, che ha presentato una interrogazione in merito. «È dovere dell’amministrazione tutelare le realtà produttive locali, evitando che una crisi temporanea e legata a fattori esterni si trasformi in un danno economico e sociale irreversibile per la città», aggiunge.
La vicenda
I concessionari chiedono al Comune un piano di rateizzazione che permetta di saldare il debito senza finire con l’acqua alla gola. Si parla della possibilità di versare subito il 50%, mentre la seconda tranche andrebbe definita secondo un piano di rientro. «Già in passato è accaduto e sappiamo che dopo aver versato il 50%, l’amministrazione chiede comunque il pagamento della seconda tranche in un’unica soluzione», dicono. Il clima resta teso. Da una parte l’amministrazione comunale che punta al rispetto delle concessioni e degli impegni economici, dall’altra gli operatori che denunciano costi troppo elevati e un calo del fatturato che rende difficile andare avanti. Il rischio è quello di uno scontro che potrebbe portare a conseguenze pesanti per il mercato ittico e per l’intero comparto.
“Il fuori orario”
I concessionari chiedono al Comune anche la cancellazione del “fuori orario”. In precedenza, in qualunque momento del giorno e della notte, gli operatori potevano scaricare in viale La Plaia le cassette di pesce, senza pagare un euro in più rispetto al canone. «Da diverso tempo, invece, paghiamo 10 euro ogni volta che si introducono le merci dopo le 14 e questo costo incide molto, a volte fino a 1.000 euro al mese in più che vanno sommate al canone mensile», afferma Strazzera. E conclude: «Questa struttura svolge un servizio che va difeso, perché garantisce ai cittadini qualità, freschezza e prezzi giusti rispetto ad altre realtà». «È una realtà storica ed identitaria per l’economia della città di Cagliari», gli fa eco Edoardo Tocco. «Occorre trovare una soluzione che tenga conto della situazione in cui vivono gli operatori», aggiunge. Il dialogo è aperto e i prossimi giorni saranno decisivi. Gli operatori chiedono un segnale concreto, mentre il Comune valuta le possibili azioni. In mezzo, il futuro del mercato ittico.
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